Anche gli italiani fanno efficienza energetica: 28 miliardi di euro nel 2007-2015

Gli interventi di efficientamento energetico degli edifici privati tra il 2007 e il 2015 sono stati più che numerosi, portando vantaggi economici, ambientali ed energetici.

Chi dice che gli italiani sono un popolo di conservatori e non aperti all’innovazione si sbaglia! Lo dimostrano i dati di spesa tra il 2007 e il 2015: le famiglie italiane ha speso ben 28 miliardi di euro per introdurre nuove tecnologie di efficienza energetica nelle proprie abitazioni atte a ridurre gli sprechi di energia. E le previsioni per il quadriennio 2016-2020 vedono questa spesa quasi raddoppiata, pari a circa 40 miliardi di euro. Si tratta di interventi di sostituzioni di impianti di illuminazione con lampadine a Led, installazione di pannelli fotovoltaici, elettrodomestici di classe A+++, infissi con doppi vetri e caldaie a condensazione. A favorire questa tendenza sono stati sicuramente il chiaro vantaggio di avere una bolletta più leggera, la riqualificazione anche economica dell’immobile e la riscossione dei ricchi incentivi messi a disposizione dei vari governi. Fondamentali questi ultimi, quali le detrazioni fiscali del 50 e 65% oltre che la riduzione al 50% dell’IVA per l’acquisto di case ad alta efficienza energetica, che hanno permesso agli italiani di far fronte agli investimenti iniziali, non così scontati. Ma non è stato solo il supporto dello Stato a dirigere verso questa direzione. Anche il cambiamento del mercato verso prodotti ad alta efficienza ha avuto un ruolo cruciale, migliorando la comunicazione al cliente e la formazione degli installatori. E i risultati sono ben visibili: ben 10 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio l’anno risparmiate tra il 2007 e il 2015, pari a 26 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica e 3 miliardi di euro risparmiati per importazione di fonti fossili. Ovviamente la strada è ancora lunga, soprattutto nel miglioramento della formazione degli attori del settore ai temi di efficienza energetica, ma è sicuramente una strada percorribile e auspicabile, visti i numerosi vantaggi economici, etici e sociali ottenuti. Questi dati ci danno l’idea di come sia vantaggioso intervenire concretamente in progetti di efficienza energetica e riqualificazione. Non perdere questa opportunità anche tu, affidati all’esperienza di EcoBioService!

Fonte: Repubblica

Vedi anche: Sistema di gestione dell'energia

Le Hawaii verso l’eliminazione delle fonti fossili

La Tesla ha appena concluso la costruzione di un mega parco solare, che riuscirà a portare lo Stato delle Hawaii verso l’obiettivo di eliminare ogni fonte fossile per la produzione di energia elettrica entro il 2045.

Tempo fa vi abbiamo parlato di alcuni esempi virtuosi di sostenibilità da parte dei Paesi europei. Ma vediamo qual è la situazione oltreoceano, in particolare affrontiamo il caso dello Stato di Hawaii. L’isola Kauai, infatti, si sta preparando ad essere il fulcro della situazione energetica dello Stato, con la costruzione dell’enorme parco fotovoltaico e energy storage da parte di Tesla. 55 mila pannelli solari collegati a 272 accumulatori al litio saranno in grado di produrre 52 MWh di energia elettrica e permetteranno agli esperti di Tesla di sperimentare i vantaggi dell’energy storage a medio termine. È il primo sistema di energy storage al mondo in grado di lavorare 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, permettendo di tagliare il consumo attuale di gasolio dell’isola di 1,6 milioni di galloni l’anno raggiungendo il 44% di fonti rinnovabili sull’energia totale necessaria. La decisione di installare tale impianto proprio alle Hawaii non è casuale. Lo stato è infatti deciso ad eliminare ogni forma di fonte fossile per la generazione dell’energia elettrica entro il 2045. E per raggiungere questo obiettivo, hanno già predisposto le diverse tappe fondamentali: produzione da fonti rinnovabili di almeno il 30% entro il 2020, per salire fino al 40% entro il 2030 e al 70% entro il 2050. Si vede come il nuovo impianto di Tesla è fondamentale per soddisfare queste richieste, soprattutto considerando che ad oggi la percentuale di fonti rinnovabili per i fabbisogni delle Hawaii ammonta al solo 20%. Inoltre, tale impianto avrà dei risvolti positivi anche da un punto di vista economico, facendo scendere il prezzo dell’energia elettrica a 13,9 cent/kWh (da 15,5 cent/kWh).

Fonte: Green.it

Vedi anche: Impianti ad energie rinnovabili

Efficienza energetica nella PA: c’è tempo fino al 15 luglio!

La riqualificazione energetica degli edifici pubblici è un punto cruciale per gli obiettivi di sostenibilità nazionali: pubblicate dal MISE le linee guida per la presentazione dei progetti relativi.

Sono ora disponibili sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) le linee guida per la presentazione dei PREPAC, ovvero i progetti di riqualificazione energetica degli immobili della Pubblica amministrazione centrale. Il decreto Dlgs 102 del 2014, infatti, ha introdotto l’obbligo per tutti gli enti pubblici di effettuare ogni anno, fino al 2020, interventi di riqualificazione energetica di almeno 3% dell’intero involucro edilizio. Lo scorso 16 settembre, poi, il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato un decreto attuativo sulle modalità del Programma PREPAC. Ed ora lo stesso ministero ha pubblicato il documento, redatto da ENEA e GSE, in cui si espongono le linee guida per la presentazione dei progetti PREPAC. La necessità di interventi in questo senso sembra essere sempre più considerevole, anche considerando le spese energetiche che la Pubblica Amministrazione ha dovuto sostenere durante lo scorso 2016. Si tratta di dati SIOPE elaborati da ENEA che prospettano una situazione tutt’altro che positiva: le spese per elettricità, riscaldamento e trasporto nella PA centrale sono state pari a circa 117 milioni di euro nel 2016, mentre per i Comuni le stesse spese ammontano a circa 1,85 miliardi; 220 milioni di euro, invece, sono stati spese dalle Province italiane, ed in particolare per la gestione di gran parte dell’edilizia scolastica; infine, per quanto riguarda le Strutture sanitarie le spese ammontano a circa 1,3 miliardi di euro. Emerge, quindi, da questi numeri l’urgenza di un efficientamento energetico dell’edilizia pubblica e le istituzioni nazionali vogliono dare una grande spinta affinché ciò avvenga.

Nello specifico, nelle linee guida da poco pubblicate vengono descritti i criteri per la valutazione delle proposte progettuali, oltre che gli interventi e le spese ammissibili e le modalità di presentazione della domanda. Vengono anche definite le modalità di redazione dei progetti, sia per quanto riguarda i contenuti minimi previsti e le documentazioni relative necessarie che per le indicazioni operative sulle valutazioni e calcoli energetici.

Ma cosa più importante, il Ministero indica anche la prossima scadenza per la presentazione delle proposte di intervento relative all’annualità 2017, stabilita per il 15 luglio 2017. Gli enti pubblici devono quindi affrettarsi a redigere questi progetti, ovviamente con il supporto di personale specializzato. Non perdere questa occasione, affidati all’esperienza di EcoBioService!!!

Fonte: MISE, Qualenergia

Vedi anche: Enti Pubblici

"Sustainability is awesome!": anche LEGO si muove verso le rinnovabili!

Avevano preannunciato di alimentare la propria azienda interamente con energie rinnovabili entro il 2020: ci sono riusciti, con bene tre anni di anticipo!

Era l’ottobre del 2014 quando la LEGO aveva annunciato al mondo il proprio impegno nel cambiamento della politica energetica ed ambientale della società. Poco tempo prima, infatti, aveva ricevuto non poche pressioni da Greenpeace, che lo accusava della collaborazione con il colosso petrolifero Shell, che proprio in quel periodo progettava di espandere le proprie piattaforme nell’Artico. La campagna globale di Greenpeace ha portato così il colosso dei mattoncini colorati danese a non rinnovare il contratto con Shell nell’immediato futuro. Non solo, l’azienda danese aveva instaurato anche una nuova collaborazione con il WWF e si era impegnato a raggiungere l’obiettivo di un’alimentazione al 100% con energie rinnovabili entro il 2020. Ebbene, lo scorso 20 maggio, con ben tre anni di anticipo, è stato annunciato il raggiungimento di questo obiettivo. Ciò è stato possibile grazie all’inaugurazione di un nuovo parco eolico al largo dell’Irlanda, di cui LEGO possiede il 25%. Per celebrare questo nuovo traguardo, ma anche per sensibilizzare grandi e piccini alle tematiche ambientali e sociali, l’azienda ha costruito una gigantesca turbina eolica di 6.5 metri di altezza, ovviamente tutta in mattoncini colorati LEGO.

Inoltre, l’impegno della LEGO verso la sostenibilità ambientale ed energetica non si ferma qui. Ha da poco annunciato, infatti, un ingente investimento economico per la ricerca di nuovi materiali alla base dei suoi famosi mattoncini, che attualmente rilasciano in atmosfera grosse quantità di CO2 vista anche l’enorme capacità di vendita. I nuovi materiali dovranno essere plastic-free e utilizzabili entro il 2030.

L’impegno di una grande azienda come la LEGO in temi di sostenibilità ambientale ed energetica rivela come esso rappresenti un punto cruciale nella nostra societá attuale e di come l’impegno di ognuno possa fare la differenza!

Fonte: AmbienteAmbienti

Vedi anche: Chi siamo

Rinnovabili e occupazione: i dati IRENA smentiscono i timori di Trump

 Le fonti rinnovabili stanno avendo negli ultimi anni sempre una maggiore crescita occupazionale, al contrario dei timori del Presidente Trump riguardo gli accordi di Parigi.

È ormai ufficiale: gli Stati Uniti si ritirano dall’accordo di Parigi sul clima, che punta alla riduzione da parte di tutti gli stati firmatari delle emissioni di CO2 in atmosfera passando per l’incremento dell’utilizzo energetico di risorse rinnovabili. Lo ha annunciato lo scorso 3 giugno il Presidente della principale potenza mondiale Donald Trump. Tra le motivazioni presentate a favore di questa scelta, lo stesso Presidente degli Stati Uniti ha annoverato i possibili problemi occupazionali che scaturirebbero se venissero rispettati i patti dell’accordo di Parigi.

Timori che sembrano del tutto infondati, come dimostrato dall’International Renewable Energy Agency (IRENA), che ha da poco pubblicato il rapporto “Renewable Energy and Jobs – Annual Review 2017” attestante che le persone impiegate nelle energie rinnovabili in tutto il mondo sono 9,8 milioni. Non solo, ma questi numeri rappresentano un incremento notevole dal 2012, anno del primo rapporto, ad oggi, con il tasso di crescita sempre più alto negli ultimi due anni, pari ad un incremento del 1,1% rispetto al 2015. Tra le tecnologie più sviluppate in termini di posti di lavoro, in cima alla classifica troviamo il fotovoltaico: 3,1 milioni di posti di lavoro, di cui una buona parte risiede proprio negli Stati Uniti. Al secondo posto poi, troviamo il settore eolico con i suoi 1,2 milioni di occupati nel 2016. Seguono poi i biocarburanti liquidi, con biomasse e biogas, e il solare termico e l’idroelettrico, seppur sofferenti di un lieve calo. Ma la cosa più interessante è che proprio negli USA primeggiano l’industria solare ed eolica, fornendo lavoro a 777 mila persone.

L’idea che l’impiego delle risorse rinnovabili a scopi energetici sia uno svantaggio dal punto di vista occupazionale è completamente smentita da questi numeri cospicui, che dimostrano come esse possano essere sostenibili non solo da un punto di vista ambientale ma anche da quello sociale.

Fonte: Nextville

Vedi anche: Impianti a Fonti rinnovabili

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