Norvegia e Svizzera: un Europa sostenibile è possibile!
Il voto contro le centrali nucleari in Svizzera e l’avanguardia sostenibile della Norvegia sono segnali di un Europa che punta alle rinnovabili e alla sostenibilità.
Sempre più numerosi i segnali concreti di una Europa che punta alla sostenibilità ambientale, con l’impiego di fonti rinnovabili, risparmio energetico e pratiche quotidiane che rispettino la salute del pianeta. L’esempio più edificante è sicuramente il caso della Norvegia, che è stato uno dei primi Paesi ad aderire a questa corrente. Pur essendo il primo produttore europeo di petrolio, infatti, vanta un’ampia diffusione di auto elettriche ed ibride e nel giro dei prossimi anni l’immatricolazione di auto “convenzionali” saranno bandite lasciando spazio solo alle auto ad emissioni zero. Ma il trasporto sostenibile non si ferma solo al settore delle automobili: anche il settore navale, nello specifico quello turistico, sta preparando una flotta di navi elettriche gestite da porti energicamente a impatto zero. Per non parlare poi, ovviamente, della grande diffusione delle citybike e e-bike, largamente utilizzate nonostante le condizioni naturali e meteorologiche non siano delle più favorevoli. La svolta green della Norvegia spazia tra i più disparati settori ed investe anche quello culinario. Il Paese, infatti, è stato molto attento a valorizzare le aziende locali, soprattutto quelle ittiche, puntando ad incrementare il più possibile una cucina a km zero abbattendo le emissioni per trasporto e stoccaggio ed alzando anche la qualità dei cibi consumati. Il vero punto di forza della Norvegia è stato l’interesse verticale al rinnovamento in materia ambientale ed energetica, che ha visto in primis le massime istituzioni dello Stato interessate ad investire in un’ottica green a 360° ottenendo così ottimi risultati.
Un altro bell’esempio di scelte sostenibili è quello della Svizzera, che lo scorso 21 maggio ha definitivamente bandito l’energia nucleare come fonte di approvvigionamento energetico. Con un referendum popolare, il 58,2% della popolazione ha detto si alla Strategia energetica 2015, che punta alla chiusura delle 5 centrali nucleari del Paese entro 20/30 anni e ne vieta la costruzione di nuove. Non solo, la stessa strategia prevede anche la riduzione dei consumi, l’aumento dell’efficienza energetica e la diffusione delle energie rinnovabili come solare ed eolico. Il referendum è stato promosso dal partito Udc, Unione democratica di centro, che si era già opposto alla legge quando era stata approvata dal Parlamento elvetico: una convinta posizione quindi a favore della green economy non solo da parte delle istituzioni, ma anche dall’opinione pubblica.
Fonte: AmbienteAmbienti, Il Fatto Quotidiano
Vedi anche: Impianti ad energie rinnovabili

