Turbine eoliche più efficienti grazie a squali e gechi!
Le tecnologie innovative si ispirano sempre più alla natura, stavolta per migliorare la produzione di energia dal vento.info@ecobioservice.it +39 080 5746718
Le tecnologie innovative si ispirano sempre più alla natura, stavolta per migliorare la produzione di energia dal vento.
Secondo il WWF in Italia nel 2025 sarà possibile dire addio all'utilizzo del carbone, fonte energetica tra le più inquinanti
Le politiche green della capitale inglese e il sostegno dell'innovazione tecnologica potranno rendere la Londra del futuro un grande quartiere verde.
I primi 9 mesi del 2017 hanno visto una forte crescita di istallazioni di fotovoltaico, eolico ed idroelettrico pari al 23% rispetto al 2016. Con il contributo delle bioenergie si superano i 700MW istallati!
Dall’inizio del 2017 fino a settembre i nuovi impianti ad energie rinnovabile istallati su territorio italiano raggiungono i 688 MW, potenza aumentata di ben il 23% rispetto al corrispettivo periodo dello scorso anno. Gli impianti fotovoltaici, per il 48% di tipo residenziale, raggiungono da soli una potenza istallata di 323 MW, seguiti dalle istallazioni eoliche che raggiungono i 313 MW con un elevatissimo aumento rispetto al 2016, pari al 36%. Il 97% della potenza istallata è localizzata nel Sud Italia, dove sono molto diffusi impianti di piccola potenza, dai 200 kW in su. In particolare, un notevole impianto eolico è stato istallato in provincia di Benevento, per una potenza complessiva di ben 27 MW. Crescono le connessioni anche degli impianti idroelettrici, la nuova potenza istallata pari a 52 MW è maggiore del 16% rispetto a quella del 2016. I nuovi impianti a bioenergie, che comprendono i sistemi a biomasse, biogas, bioliquidi e rifiuti solidi urbani (RSU), sono complessivamente 108, per una potenza istallata di 25 MW. Anche per questa fonte energetica, prevalgono gli impianti di piccola potenza, minore o uguale a 250 kW. Osservando i dati relativi ai trimestri del 2017 si può notare che nel periodo aprile-giugno c’è stato un boom di istallazioni che hanno raggiunto i 408 MW, grazie anche al notevole impianto fotovoltaico nel grid parity nel Lazio da 63 MW. Da luglio a settembre invece, come anche nei primi tre mesi dell’anno, sono stati istallati circa 140 MW. Le speranze per i prossimi mesi sono comunque positive, vista la crescita complessiva del 23% rispetto alle istallazioni dell’anno passato. Contribuisci anche tu con un impianto a fonti rinnovabili per casa tua, e aiuterai l’ambiente risparmiando sulla bolletta! Rivolgiti a EcoBioService!
Fonte: Casa e clima
Vedi anche: Impianti a fonti rinnovabili
È stato di recente messo in funzione in Islanda un impianto a energia geotermica da record: oltre a produrre energia pulita, aiuta a diminuire le emissioni di CO2 in atmosfera
I cambiamenti climatici, come ormai noto a tutti, stanno causando grandi danni ambientali per l’ecosistema e per la salute umana. Maggiore responsabile di questo fenomeno sono le elevatissime emissioni in atmosfera di CO2 che rilasciamo ogni anno, 40 trilioni di kg. Recentemente infatti, i leader mondiali in occasioni come la COP21 di Parigi hanno preso impegni per ridurre le emissioni globali di CO2, con lo scopo di moderare gli effetti devastanti del global warming. È quindi di cruciale importanza limitare le emissioni di CO2 ed ancora meglio sarebbe ridurne la presenza in atmosfera, fenomeno che da poco in Islanda è stato reso possibile grazie ad un impianto innovativo “negative emission”. L’impianto geotermico di Hellisheidi infatti si è inserito nel progetto europeo CarbFix2, finanziato nell’ambito dei fondi di ricerca Horizon2020, che si occupa di studiare e sviluppare sistemi innovativi per la cattura e lo stoccaggio della CO2. L’impianto di Hellisheidi infatti, oltre a produrre energia elettrica dalla fonte rinnovabile geotermica, è dotato del dispositivo DAC (Direct Air Capture) che aspira l’aria e trattiene la CO2 presente grazie ad un particolare filtro. I filtri, una volta saturi di CO2, vengono scaldati dal calore residuo della centrale geotermica per liberare la CO2 catturata; quest’ultima viene mescolata con acqua ed iniettata nel sottosuolo per lo stoccaggio. La miscela di acqua ed anidride carbonica viene iniettato a circa 700 m di profondità, in corrispondenza di strati di roccia basaltica; raggiunta la suddetta profondità, la CO2 è soggetta ad una reazione chimica che ne permette la trasformazione e quindi lo stoccaggio sotto forma di minerali carbonati. Di recente è stato infatti scoperto che la reazione di trasformazione della CO2 in minerali ha una durata di appena due anni, il che rende il processo di stoccaggio estremamente vantaggioso e senza problemi di dispersione dei gas in atmosfera. Questo processo innovativo ed eco-friendly è purtroppo ancora costoso ma, con l’avanzamento della ricerca e della tecnologia, la diminuzione dei costi è vicina e la diffusione del processo potrà quindi prendere piede, seguendo l’esempio della centrale islandese. La propagazione della tecnologia “negative emissions” potrà quindi contribuire al raggiungimento degli obiettivi del progetto CarbFix2, l’eliminazione dell’1% delle emissioni globali di CO2 entro il 2025.
Fonte: Green.it
Vedi anche: Impianti a fonti rinnovabili

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