L’efficienza energetica è trasversale: ora si ricicla anche la luce artificiale!
Una nuova tecnologia di celle fotoelettriche permette di riciclare la luce elettrica per l’alimentazione di piccoli apparecchi elettronici.
Uno studio pubblicato su Nature Photonics rivela che la produzione di energia dalla luce non è più limitata agli spazi esterni estremamente soleggiati, ma è possibile anche all’interno delle nostre abitazioni. Alla base c’è l’utilizzo di celle fotovoltaiche realizzate con una nuova tecnologia, non più a base di silicio quindi ma a base di diversi tipi di sostanze coloranti sensibili a diverse lunghezze d’onda della luce. Le celle di Grätzel, questo il nome dell’innovativo dispositivo, o celle solari a colorante stabilizzato, sono più economiche, di più facile produzione e anche più sostenibili, essendo i coloranti utilizzati anche di natura organica, per esempio provenienti da more e lamponi. In più, nelle condizioni luminose degli spazi chiusi illuminati da fonti artificiali, esse hanno anche maggiore efficienza rispetto alle più performanti celle convenzionali, 29% contro 20%. Purtroppo la situazione cambia drasticamente quando le si espone alla luce solare, avendo una efficienza di solo 11%. Ovviamente ulteriori studi saranno effettuati per ottimizzare questa tecnologia, perfettamente inserita negli obiettivi di efficienza e risparmio energetico mondiali. Con esse infatti è possibile alimentare piccoli gadget e apparecchi elettronici utilizzati normalmente nelle nostre case. Questa tecnologia ha interessato non solo il mondo scientifico, ma anche quello artistico. Una installazione artistica di Geo Fiorenti, esposta al MOMA di New York da giugno, sfrutta proprio questo principio avvicinando l’opinione pubblica al concetto di ecosostenibilità.
Fonte: Repubblica
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