Novità: il fotovoltaico integrato in facciata

Solar Squared è il progetto di ricerca che ha previsto l'utilizzo di un particolare prototipo di mattone in vetrocemento con celle fotovoltaiche integrate da usare in facciata.

I pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica sono sempre più diffusi nei nuovi edifici e nelle ristrutturazioni poiché, producendo energia pulita dal sole, aumentano la sostenibilità e quindi il valore dell'immobile su cui sono installati. I pannelli fotovoltaici vengono installati principalmente sulle coperture, per via delle performance e la scarsa visibilità dalla strada.

Non è così scontato l’utilizzo in facciata, nonostante si stia investendo molto sui sistemi BIPV (Building Integrated Photovoltaic System) per l’integrazione architettonica: è il caso di Solar Squared, progetto di ricerca sviluppato dal College of Engineering, Mathematics and Physical Sciences dell’University of Exter nel Regno Unito e dalla start up Build Solar.

Il progetto ha previsto la realizzazione di mattoni in vetrocemento trasparenti con celle fotovoltaiche integrate. Ogni mattone è dotato di una griglia di elementi ottici in grado di concentrare i raggi solari e dirigerli alle celle fotovoltaiche per la produzione di energia.

Solar Squared, adatto per l'integrazione in edifici ad energia quasi zero, ha cercato di migliorare una tecnologia esistente, ma che presenta ancora alcuni limiti importanti (costi, durata, manutenzione e smaltimento), utilizzando un materiale da costruzione come il vetrocemento già presente da molti anni nel mercato, resistente, modulare e versatile, avendo infatti buone caratteristiche portanti ed allo stesso tempo è in grado di far passare la luce naturale negli ambienti interni. Il prototipo di Solar Squared ha inoltre migliorato la capacità di isolamento, ottenendo valori inferiori a 2 W/mqK per moduli con doppia camera d’aria e quattro pannelli di vetro e 1,6 W/mqK per moduli con tre camere d’aria e sei pannelli di vetro. Il risultato finale è un prodotto completamente sostenibile: un  migliore isolamento termico rispetto ad una parete in vetro normale e la riduzione delle spese di manutenzione grazie alla produzione di energia.

FONTE: ARCHITETTURAECOSOSTENIBILE.IT

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Risparmio energetico, sconto del 50% al posto della detrazione fiscale

Il decreto Crescita ha stabilito che dal 1° luglio chi acquista climatizzatori, infissi o installa pannelli fotovoltaici, può usufruire di uno sconto del 50%.

Diventerà più conveniente fare interventi che comportano un risparmio energetico. Dal 1° luglio, chi deciderà di acquistare climatizzatori e nuovi infissi, caldaie a condensazione, stufe a pellett e boliler a pompa di calore, o installare pannelli fotovoltaici, potrà usufruire di uno sconto immediato del 50% invece della detrazione fiscale.

Questi interventi erano già agevolabili grazie alla detrazione Irpef del 65% per il risparmio energetico, il cosiddetto Ecobonus (che sarà comunque a disposizione fino al 31 dicembre 2019 in varie percentuali in base alla tipologia di intervento) ma col nuovo decreto si avrà il vantaggio di usufruirne immediatamente, a differenza della detrazione che si recupera in 10 anni.

 LE NOVITA’ DA LUGLIO – A partire dal 1° luglio,  sarà possibile effettuare la cessione del credito al venditore e a quel punto i prodotti si potranno pagare a metà prezzo, rinunciando ovviamente alla possibilità di avere la detrazione fiscale per la somma rimanente. Di fatto, si pagherà sempre utilizzando il bonifico per ristrutturazioni, nella fattura sarà presente l’intero importo della somma ma quello effettivamente da versare sarà pari alla metà del prezzo. In questo modo non si dovranno attendere 10 anni per recuperare il 50%, e anche chi non ha capienza nell’Irpef non perderà il vantaggio fiscale. L’unico obbligo previsto sarà quello di comunicare all’Agenzia delle entrate la cessione del credito, e l’Agenzia renderà disponibile per il venditore questa somma sotto forma di credito d’imposta da utilizzare in cinque anni.

COSA SI POTRA’ ACQUISTARE CON LO SCONTO IMMEDIATO – Si potranno acquistare climatizzatori, nuovi infissi, caldaie a condensazione, stufe a pellet e boliler a pompa di calore. Per questi interventi ci sarà lo sconto immediato del 50%.

CON L’ECOBONUS RISPARMIO PIU’ ELEVATO – L’Ecobonus resta comunque a disposizione in varie percentuali in base alla tipologia di intervento, che deve essere “certificato” inviando comunicazione all’Enea. Le percentuali di sconto partono sempre da un minimo del 50% in caso di semplice sostituzione di infissi o di acquisto di una caldaia a condensazione, ma si sale al 65% per l’acquisto si tende oscuranti e caldaie a biomasse, fino al 75% per i lavori condominiali che migliorano l’efficienza energetica dell’intero immobile.

 

FONTE: quifinanza.it

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                    Decreto rinnovabili: le ultime modifiche

                    Decreto Fer 1: la firma è ufficiale

Decreto Fer 1: la firma è ufficiale

Dopo tante voci di corridoio arriva una nota stampa ufficiale del MiSE, checonferma la firma del Decreto FER 1 da parte dei Ministri Luigi Di Maio (MiSE) e Sergio Costa (MinAmbiente).

Dopo aver ottenuto il via libera della Commissione europea, spiega la nota, il Decreto FER 1 è stato inviato per la registrazione alla Corte dei Conti.

Come noto, la Corte ha ora 30 giorni di tempo per esprimere il suo parere, anche se si spera che possa fare anche più un fretta.

Il testo ufficiale sarà diffuso dai ministeri solo con pubblicazione in GU ma, la versione definitiva dovrebbe ricalcare – “con qualche modifica non sostanziale” – l’ultima bozza circolata “post intervento del Minambiente”, che include l’accoglimento delle indicazioni sull’idroelettrico cui la Commissione europea ha vincolato il suo ok al provvedimento (vedi allegato in basso).

Di seguito la sintesi del provvedimento pubblicata dal MiSE:

La sintesi del provvedimento

L’attuazione del provvedimento – leggiamo dalla nota del ministero –  consentirà la realizzazione di impianti per una potenza complessiva di circa 8.000 MW, con un aumento della produzione da fonti rinnovabili di circa 12 miliardi di kWh e con investimenti attivati stimati nell’ordine di 10 miliardi di Euro.

Con gli incentivi verrà data priorità a:

  • impianti realizzati su discariche chiuse e sui Siti di Interesse Nazionale ai fini della bonifica;
  • su scuole, ospedali ed altri edifici pubblici per impianti fotovoltaici i cui moduli sono installati in sostituzione di coperture di edifici e fabbricati rurali su cui è operata la completa rimozione dell’eternit o dell’amianto;
  • impianti idroelettrici che rispettino le caratteristiche costruttive del DM 23 giugno 2016, quelli alimentati a gas residuati dai processi di depurazione o che prevedono la copertura delle vasche del digestato;
  • tutti gli impianti connessi in “parallelo” con la rete elettrica e con le colonnine di ricarica delle auto elettriche (a condizione che la potenza di ricarica non sia inferiore al 15% della potenza dell’impianto e che ciascuna colonnina abbia una potenza di almeno 15 kW).

Cambia, inoltre, la modalità di riconoscimento del premio sull’autoconsumo: per gli impianti di potenza fino a 100 kW su edifici, sulla quota di produzione netta consumata in sito è attribuito un premio pari a 10 €/MWh cumulabile con quello per i moduli in sostituzione di coperture contenenti amianto. Il premio è riconosciuto a posteriori a patto che l’energia autoconsumata sia superiore al 40% della produzione netta.

Saranno ammessi agli incentivi solo gli impianti idroelettrici in possesso di determinati requisiti che consentano la tutela dei corpi idrici, e in base a una valutazione dell’Arpa.

Gli impianti fotovoltaici realizzati al posto delle coperture in amianto o eternit avranno diritto, in aggiunta agli incentivi sull’energia elettrica, a un premio pari a 12 €/MWh su tutta l’energia prodotta.

Impianti ammissibili

Potranno partecipare ai bandi per la selezione dei progetti da iscrivere nei registri gli impianti:

  • di nuova costruzione, integralmente ricostruiti e riattivati, di potenza inferiore a 1 MW;
  • oggetto di interventi di potenziamento qualora la differenza tra la potenza dopo l’intervento e la potenza prima dell’intervento sia inferiore a 1 MW;
  • oggetto di rifacimento di potenza inferiore a 1 MW.

Sono ammessi impianti fotovoltaici esclusivamente di nuova costruzione e realizzati con componenti di nuova costruzione.

Inoltre, potranno partecipare alle procedure di registri anche aggregati costituiti da più impianti appartenenti al medesimo gruppo, di potenza unitaria superiore a 20 kW, purché la potenza complessiva dell’aggregato sia inferiore a 1 MW.

Gli impianti di potenza uguale o maggiore ai valori sopra indicati per accedere agli incentivi dovranno partecipare a procedure di asta al ribasso nei limiti dei contingenti di potenza.

In analogia, potranno partecipare alle procedure di asta anche gli aggregati costituiti da più impianti appartenenti al medesimo gruppo, di potenza unitaria superiore a 20 kW e non superiore a 500 kW, purché la potenza complessiva dell’aggregato sia uguale o superiore a 1 MW.

Impianti esclusi

Saranno esclusi dagli incentivi gli impianti che hanno già usufruito degli incentivi per le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico previsti dal DM 23 giugno 2016 o che sono risultati idonei, ma inseriti in posizione non utile nei registri.

 

FONTE: QUALENERGIA.IT

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Condizionatori senza unità esterna: vantaggi

I condizionatori senza unità esterna sono una soluzione pratica ed estetica per rinfrescare la casa: ecco come funzionano, quali sono i vantaggi e i costi.

Per chi è alla ricerca di una soluzione di climatizzazione che non cambi l’aspetto esterno della casa, i condizionatori senza unità esterna sono il prodotto ideale. La scelta di questo tipo di condizionatore può essere dettata ad esempio da vincoli paesaggistici o architettonici che impediscono l’installazione di un macchinario esterno, o più semplicemente di un regolamento condominiale particolarmente rigido. I condizionatori senza unità esterna hanno pregi e difetti, per questo a volte si rivelano la scelta ottimale, mentre altre volte possono non essere idonei allo stabile. 

Le caratteristiche, i pregi e i difetti

Questo tipo di condizionatore integra sia l’unità condensante, sia l’unità evaporante, evitando di installare un macchinario sulla facciata esterna dell’abitazione: questo significa un notevole risparmio in termini di spazi occupati e una tutela architettonica importante dell’edificio. Oltre a questo si evitano emissioni di aria verso il suolo pubblico.

Prima di valutare l’acquisto di un condizionatore senza unità esterna si deve capire come funziona. Ne esistono di due tipologie diverse: ci sono quelli fissi e quelli portatili. I primi spesso hanno bisogno di creare dei fori nel muro per poter funzionare correttamente, mentre i secondi no e possono essere facilmente trasportati all’interno della casa, da una stanza all’altra.

Le fasi di installazione sono simili rispetto a quelli tradizionali: può essere posizionato a diverse altezze, ma è importante seguire le indicazioni relative alle distanze minime dai muri perimetrali e dal soffitto. Inoltre è consigliabile installarlo lontano dagli altri elettrodomestici di casa. Qualora servissero opere murarie, è consigliabile rivolgersi a personale esperto, in modo che non si creino danni ai muri e non si vadano a creare problemi agli impianti elettrici. 

Se l’esterno dell’abitazione non subisce modifiche, l’interno invece viene modificato in modo sostanziale perché tutti gli elementi della struttura devono essere inseriti negli ambienti della dimora; in generale questo tipo di climatizzazione rischia di essere anche piuttosto rumorosa. Di positivo però hanno una manutenzione più semplice, minori difficoltà nell’installazione, minori consumi energetici, la possibilità di essere spostati a seconda del bisogno e una vasta scelta per quanto riguarda il design.

Quanto costano i condizionatori senza unità esterna?

Dopo aver scoperto come funziona un condizionatore senza unità esterna, si passa ai prezzi. Il mercato è in continua evoluzione e con lui anche i prezzi che variano in base alle dimensioni dell’apparecchio, alla potenza e al design. Si può partire da prezzi minimi di 500 euro, fino a oltre 3000 euro, a seconda del brand e dei materiali utilizzati. Sicuramente se si necessità di un impianto che climatizzi la casa per tutto l’anno, si dovrà scegliere di fare un investimento affidabile, che duri nel tempo, mentre se serve climatizzare una sola stanza per alcuni periodi, si può puntare anche sulla convenienza.

In generale, i condizionatori senza unità esterna possono essere una soluzione appropriata, ma dipendono da numerosi fattori, tra cui il tipo di edificio, i regolamenti che si devono seguire, le necessità di chi li utilizza, la capacità di spesa e le dimensioni anche degli ambienti che si devono rinfrescare.

FONTE: pgcasa.it

 

Niente da fare anche nei trasporti: di nuovo bocciato il PNIEC italiano

Al pari degli altri paesi Ue, l’Italia incappa nelle critiche di Transport & Environment sulle misure definite nei piani per l’energia e clima al 2030, considerate scarse e inefficaci.

Risultati immagini per inquinamento auto cinaArriva un’altra schietta bocciatura per il Piano nazionale integrato sull’energia e il clima al 2030 (PNIEC) trasmesso dall’Italia a Bruxelles.

Dopo le critiche di Wind Europe e di Eurelectric è l’associazione indipendente Transport & Environment (TE) a mettere il semaforo rosso, o giallo nei casi più fortunati, sui programmi con cui gli Stati membri Ue puntano a ridurre le emissioni inquinanti e promuovere le tecnologie pulite.

Nei giorni scorsi, anche il commissario europeo per il Clima, Miguel Arias Cañete, ha chiesto maggiore chiarezza al governo italiano su obiettivi e strumenti del PNIEC, pur condividendo la sua impostazione generale.

La bocciatura di TE riguarda l’intera politica italiana/europea dei trasporti, che secondo l’organizzazione non consentirà di raggiungere gli obiettivi climatici previsti per il 2030.

Olanda, Gran Bretagna e Spagna sono le tre nazioni più virtuose, evidenziano le analisi di TE, soprattutto perché hanno pianificato di bandire la vendita di auto con motori a combustione interna tra il 2030 e il 2040, ma anche i loro piani restano incerti e poco efficaci in molti aspetti, si legge nel Draft National Energy and Climate Plans transport ranking (allegato in basso).

L’Italia è al diciassettesimo posto su 28 nazioni; “scarso” (poor) è il giudizio complessivo dato da Transport & Environment alla nostra politica per i trasporti al 2030, come riassume la mappa seguente. 

Tra gli elementi positivi del PNIEC italiano, precisa la scheda-paese compilata dagli esperti di TE, c’è la volontà di potenziare i collegamenti ferroviari per le merci e le persone, senza dimenticare le misure per favorire gli spostamenti intermodali bici-treno.

E poi c’è il capitolo dedicato allo sviluppo delle auto elettriche e dei punti per la ricarica, con progetti che coinvolgono le nuove tecnologie per il rifornimento “intelligente” come il Vehicle-to-Home (V2H), in modo da consentire il dialogo bidirezionale tra la rete domestica e la batteria del veicolo.

Tuttavia, prosegue l’analisi, all’Italia è rimproverato il peso eccessivo rivolto all’utilizzo futuro di gas nelle sue varie forme, in particolare il metano per autotrazione e il gas naturale liquefatto per navi e camion; inoltre, il PNIEC ignora il settore aereo e tende a sovrastimare la diffusione di veicoli ibridi plug-in (PHEV: quelli con motori benzina/diesel abbinati alla trazione elettrica con la possibilità di ricaricarsi alla presa di corrente), a scapito dei modelli alimentati esclusivamente dalle batterie.

Il giudizio poi è totalmente negativo per quanto riguarda l’impiego di biocarburanti: l’Italia, infatti, sostiene TE, fa troppo affidamento sul biometano per centrare il suo traguardo sui combustibili “verdi” avanzati nei trasporti (quelli non ricavati da colture alimentari), ma lo stesso biometano è richiesto anche da altri settori, quindi non si capisce bene come saranno suddivisi i consumi di tale risorsa.

FONTE: www.qualenergia.it

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