Rinnovabili e occupazione: i dati IRENA smentiscono i timori di Trump

 Le fonti rinnovabili stanno avendo negli ultimi anni sempre una maggiore crescita occupazionale, al contrario dei timori del Presidente Trump riguardo gli accordi di Parigi.

È ormai ufficiale: gli Stati Uniti si ritirano dall’accordo di Parigi sul clima, che punta alla riduzione da parte di tutti gli stati firmatari delle emissioni di CO2 in atmosfera passando per l’incremento dell’utilizzo energetico di risorse rinnovabili. Lo ha annunciato lo scorso 3 giugno il Presidente della principale potenza mondiale Donald Trump. Tra le motivazioni presentate a favore di questa scelta, lo stesso Presidente degli Stati Uniti ha annoverato i possibili problemi occupazionali che scaturirebbero se venissero rispettati i patti dell’accordo di Parigi.

Timori che sembrano del tutto infondati, come dimostrato dall’International Renewable Energy Agency (IRENA), che ha da poco pubblicato il rapporto “Renewable Energy and Jobs – Annual Review 2017” attestante che le persone impiegate nelle energie rinnovabili in tutto il mondo sono 9,8 milioni. Non solo, ma questi numeri rappresentano un incremento notevole dal 2012, anno del primo rapporto, ad oggi, con il tasso di crescita sempre più alto negli ultimi due anni, pari ad un incremento del 1,1% rispetto al 2015. Tra le tecnologie più sviluppate in termini di posti di lavoro, in cima alla classifica troviamo il fotovoltaico: 3,1 milioni di posti di lavoro, di cui una buona parte risiede proprio negli Stati Uniti. Al secondo posto poi, troviamo il settore eolico con i suoi 1,2 milioni di occupati nel 2016. Seguono poi i biocarburanti liquidi, con biomasse e biogas, e il solare termico e l’idroelettrico, seppur sofferenti di un lieve calo. Ma la cosa più interessante è che proprio negli USA primeggiano l’industria solare ed eolica, fornendo lavoro a 777 mila persone.

L’idea che l’impiego delle risorse rinnovabili a scopi energetici sia uno svantaggio dal punto di vista occupazionale è completamente smentita da questi numeri cospicui, che dimostrano come esse possano essere sostenibili non solo da un punto di vista ambientale ma anche da quello sociale.

Fonte: Nextville

Vedi anche: Impianti a Fonti rinnovabili

Diagnosi energetiche: Linee guida per il prossimo obbligo di legge

Le grandi imprese obbligate a presentare diagnosi energetica devono anche attenersi a delle specifiche modalità di monitoraggio dei consumi a supporto delle diagnosi stesse.

Con il decreto D. Lgs 102/2014 è stata introdotta l’obbligatorietà per grandi imprese e aziende energivore di presentare diagnosi energetica a partire dal 2015 ogni 4 anni. Per il primo ciclo di diagnosi, concluso il 5 dicembre 2015, sono state ritenute valide anche stime, calcoli, misure indirette dei vettori energetici analizzati durante l’audit. La scadenza del prossimo ciclo di diagnosi è fissata al 5 dicembre 2019, per le quali non saranno più considerati validi valori basati su stime e calcoli. Sarà, invece, necessario misurare una gran parte dei vettori energetici oggetto di analisi, prevedendo un vero e proprio sistema di monitoraggio.

Enea ha quindi pubblicato le “Linee guida per il Monitoraggio nel settore industriale per le diagnosi energetiche ex art. 8 del d.lgs. 102/2014”, ottimo supporto per gli addetti al settore ma che comunque rimane sempre un documento a carattere indicativo e non vincolante.

La percentuale di misurazione dipenderà dalla tipologia di azienda analizzata e dall’area aziendale cui si riferiscono i consumi analizzati. Ogni soggetto, quindi, dovrà definire un piano di monitoraggio permanente con il duplice scopo di essere sempre consapevoli della salute del proprio impianto energetico e di acquisire informazioni utili ed oggettive sull’intero processo e sullo specifico servizio o prodotto generato. Il documento sottolinea, poi, di come sia importante avere si un sistema di monitoraggio efficiente, ma soprattutto una strategia di monitoraggio efficace che assicuri l’affidabilità e la precisione dei dati nel tempo.

È bene dunque che tutti i soggetti interessati inizino già da subito a pianificare gli interventi necessari per poter rispondere al meglio all'obbligo di presentazione di diagnosi energetica del 2019.

Fonte: ENEA

Vedi anche: Diagnosi energetiche

Novità per le energie rinnovabili in Italia: tempi di rientro degli investimenti più vantaggiosi!

È stata confermata la possibilità di accedere al super-ammortamento per gli impianti fotovoltaici ed eolici: misura che incide anche sul payback time!

Vi avevamo già anticipato le buone prospettive in arrivo per il fotovoltaico in Italia e della possibilità di usufruire, oltre alle detrazioni fiscali del 50%, del super-ammortamento. Cerchiamo ora di approfondire questo argomento.   

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato lo scorso 30 marzo una circolare in cui chiarisce l’applicabilità del super-ammortamento. Si tratta, nello specifico, della possibilità di considerare una maggiorazione del 40% sulle quote di ammortamento per il costo di acquisizione di beni materiali strumentali nuovi. E questa possibilità non si limita solo alla tecnologia degli impianti fotovoltaici, ma anche a quella degli impianti eolici.

È sicuramente uno sviluppo molto importante per il settore delle fonti di energia rinnovabile, alla base della loro ripresa. Ciò è confermato anche dallo studio effettuato da ANIE Rinnovabili negli ultimi mesi, che ha effettuato simulazioni economiche su business plan di impianti fotovoltaici di proprietà di PMI per valutarne l’effetto della detrazione del super-ammortamento: ne è venuto fuori che il payback time si ridurrebbe di 1 o 2 anni a seconda dei casi.

Ulteriori sforzi ed approfondimenti sono necessari, per accoppiare la misura del super-ammortamento con gli incentivi previsti dal DM 23/06/16 e per allargarla anche alle tecnologie basate su altri tipi di FER, ma è già un buon punto di partenza.

Fonte: Casa e clima

Vedi anche: Nuove prospettive di ripresa per il fotovoltaico 

Produrre idrogeno da un sole artificiale: oggi si può!

 L’agenzia spaziale tedesca ha realizzato il sole artificiale più grande del mondo, sviluppando una tecnologia efficiente  per la produzione di idrogeno.

 La necessità di utilizzo di combustibili sostenibili come l’idrogeno è sempre maggiore nello scenario dell’accelerazione  del  cambiamento climatico. Ne sono ben consapevoli i ricercatori del German Aerospace Center (DLR) che hanno  sviluppato ed installato a Juelich, nei pressi di Colonia, il sole artificiale più grande del mondo.

 Si tratta di un’enorme struttura di 149 riflettori allo xenon della massima potenza e prende il nome di Synlight. È  capace di generale una radiazione luminosa 10 mila volte superiore a quella irradiata dal sole e, concentrandola in un punto specifico, raggiungere una temperatura di 3500 °C.

Con una temperatura così elevata si può facilmente produrre idrogeno, combustibile a basso impatto ambientale e privo di CO2. Una delle modalità per la produzione di idrogeno, infatti, è quella della sua separazione dall’atomo di ossigeno a partire dalle molecole di acqua: processo altamente energivoro ma che avviene spontaneamente a temperature maggiori di 2000 °C.

È vero che tale sistema presenta anche dei limiti. L’energia elettrica consumata da Synlight in 4 ore di funzionamento è pari al consumo energetico annuale di una famiglia media. I costi energetici ed economici sono quindi molto elevati. Ma la ricerca del DLR non si ferma qui, e con l’avanzamento degli studi e dell’innovazione il sistema potrà essere ottimizzato, accoppiato a pannelli solari di ultima generazione e portato alla massima efficienza.

 

Fonte: Casa e clima

Vedi anche: Chi siamo

Nuove prospettive di ripresa per il fotovoltaico

Dal super-ammortamento alle semplificazioni normative: dopo la diminuzione subìta nel 2014-2015, buone notizie per la ripresa del fotovoltaico

 Dopo il calo subito dal fotovoltaico nel 2014-2015, sono in arrivo una serie di buone notizie riguardo la rimozione di ostacoli alla tecnologia ed    elementi incentivanti. Il GSE ha disposto nuove regole sulle modifiche agli impianti già incentivati, che permetteranno di sfruttare al massimo il  potenziale delle istallazioni fotovoltaiche in Italia.

 Inoltre la tecnologia innovativa dello stoccaggio elettrochimico dell’energia prodotta sta per essere semplificato dal punto di vista normativo e ci  si aspetta presto una riduzione dei prezzi sui componenti. Tra le buone notizie all’orizzonte c’è anche la proposta di incentivare in conto energia  i piccoli impianti fotovoltaici, proposta che sembra vedere favorevole il GSE.

Gli impianti fv sono stati esclusi dal meccanismo dei certificati bianchi ma, oltre alle detrazioni fiscali del 50%, possono usufruire del nuovo super-ammortamento che rappresenterà un importante stimolo per la ricrescita di questa tecnologia.

La commissione europea inoltre propone il Winter Package, sistema che agisce verso una generazione distribuita dell’energia, promuovendo le figure che, grazie a impianti domestici o di piccola taglia, consumano l’energia prodotta da loro stessi.

Secondo molti esperti il grosso ostacolo da superare per la vera rimonta del fotovoltaico sono le regole e la burocrazia, inoltre lo sviluppo di questa tecnologia è legato anche ai sistemi di accumulo che, per ora, rappresentano ancora un costo importante.

Le novità recenti fanno però sperare nel superamento di questi freni, sia amministrativi che tecnologici; si prospetta quindi una forte ripresa del fotovoltaico ed una nuova crescita degli impianti istallati.

 

Fonte: Qualenergia

Vedi anche: Impianti a fonti rinnovabili

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