Auto elettriche: non più solo nel futuro

La mobilità sostenibile sta sempre più prendendo piede nel nostro Paese e presto sarà disponibile a tutti.

L’abbattimento delle emissioni globali di carbonio passa inevitabilmente anche dal settore dei trasporti. Molti Paesi del mondo stanno puntando ad una mobilità sostenibile, investendo in automobili elettriche e relativa gestione e rifornimento, rendendo presto possibile la fruizione a tutti gli utenti. Già sono in commercio, infatti, diversi modelli di automobili ibride, che possono funzionare sia con carburante tradizionale che con la corrente elettrica di una batteria. Non sono però ancora molto diffuse per i problemi di autonomia e durata della batteria, oltre che della mancata diffusione in tutto il territorio di stazioni di ricarica con velocità di ricarica adeguate. L’Enel si sta già impegnando in questo e sembra che anche l’Unione Europea si stia preparando ad una concreta incentivazione del motore elettrico, promuovendone la produzione da parte delle grandi case automobilistiche e incentivandone l’acquisto da parte dei cittadini europei. Nel frattempo, comuni e regioni italiane si stanno già muovendo. È da poco partito, infatti, il progetto Nemo FVG: il Friuli Venezia Giulia, infatti, si impegna a sostituire tutto il parco auto degli Enti Pubblici con vetture elettriche. Un altro progetto importante è il ReFeel eMobility, ovvero l’idea dell’azienda ReFeel di rendere disponibili per il G7 Ambiente di Bologna 7 veicoli elettrici da usare in condivisione con persone che lavorano nello stesso luogo. Sono auto con un’autonomia di 125 km e tempo di ricarica di un’ora. Come non citare poi il progetto Share’ngo, attivo in diverse città italiane come Roma, Milano, Modena e Firenze con ottimi riscontri da parte degli utenti: si tratta di un semplice car-sharing ma basato su veicoli elettrici e a basse emissioni, che possono viaggiare anche all’interno dei centri storici completamente interdetti al traffico come nel caso di Firenze. Ma non solo le grandi città dispongono di trasporti alternativi: sono sempre più diffusi bus navetta elettrici o mezzi degli operatori ecologici elettrici, come anche scooter e motorini a motori elettrici e persino biciclette elettriche.

Fonte: AmbienteAmbienti

Vedi anche: Chi siamo

 

Nuova Strategia Energetica Nazionale: ecco le novità

Presentate dal Ministero dello Sviluppo Economico le linee guida della nuova SEN: rinnovabili e decarbonizzazione entro il 2025.

La Strategia Energetica Nazionale (SEN) è uno dei più importanti documenti riguardo le decisioni politiche, economiche e sociali di un Paese. Il MISE ha da poco presentato la bozza della nuova strategia. Vi si evince una chiara volontà di rispettare gli accordi di Parigi sul clima, puntando ad un rafforzamento delle energie rinnovabili e all’uscita dal carbone entro il 2025-2030. Per renderlo possibile, verranno investiti 3 miliardi di euro, comprensivi di chiusura delle vecchie centrali, riconversione delle stesse e realizzazione di nuovi impianti. L’Italia ha già raggiunto il target di utilizzo di fonti rinnovabili previsto per il 2020 ed ora punta ad arrivare al 27% entro il 2030. Per questo, il governo eliminerà progressivamente i convenzionali incentivi al fotovoltaico per sostituirli con contratti a lungo termine sicuramente più vantaggiosi. Nel caso degli impianti eolici, poi, verrà semplificato l’iter burocratico e verrà promossa la realizzazione di nuove centrali oltre che l’ammodernamento di quelle già esistenti. Altro importante obiettivo del MISE è quello di sostenere e diffondere quanto possibile l’utilizzo di auto elettriche ed ibride, sostituendo quelle convenzionali, attraverso l’introduzione di incentivi per autoveicoli a basse emissioni. Infine, il ministro Calenda non ha dimenticato di introdurre nella nuova SEN forme di sostegno per la riqualificazione energetica degli edifici. Un piano di azione, quindi, su tutti i fronti che dimostra la sempre più crescente attenzione delle organizzazioni governative al tema energetico ed ambientale, anche sotto un aspetto economico.

Fonte: AS Solar

Vedi Anche: Impianti a fonti rinnovabili

L’efficienza energetica è trasversale: ora si ricicla anche la luce artificiale!

Una nuova tecnologia di celle fotoelettriche permette di riciclare la luce elettrica per l’alimentazione di piccoli apparecchi elettronici.

Uno studio pubblicato su Nature Photonics rivela che la produzione di energia dalla luce non è più limitata agli spazi esterni estremamente soleggiati, ma è possibile anche all’interno delle nostre abitazioni. Alla base c’è l’utilizzo di celle fotovoltaiche realizzate con una nuova tecnologia, non più a base di silicio quindi ma a base di diversi tipi di sostanze coloranti sensibili a diverse lunghezze d’onda della luce. Le celle di Grätzel, questo il nome dell’innovativo dispositivo, o celle solari a colorante stabilizzato, sono più economiche, di più facile produzione e anche più sostenibili, essendo i coloranti utilizzati anche di natura organica, per esempio provenienti da more e lamponi. In più, nelle condizioni luminose degli spazi chiusi illuminati da fonti artificiali, esse hanno anche maggiore efficienza rispetto alle più performanti celle convenzionali, 29% contro 20%. Purtroppo la situazione cambia drasticamente quando le si espone alla luce solare, avendo una efficienza di solo 11%. Ovviamente ulteriori studi saranno effettuati per ottimizzare questa tecnologia, perfettamente inserita negli obiettivi di efficienza e risparmio energetico mondiali. Con esse infatti è possibile alimentare piccoli gadget e apparecchi elettronici utilizzati normalmente nelle nostre case. Questa tecnologia ha interessato non solo il mondo scientifico, ma anche quello artistico. Una installazione artistica di Geo Fiorenti, esposta al MOMA di New York da giugno, sfrutta proprio questo principio avvicinando l’opinione pubblica al concetto di ecosostenibilità.

Fonte: Repubblica

Vedi anche: LED Relamping

Overshoot Day: dal 2 Agosto inizieremo a consumare più di quello che è stato prodotto

Fissato per il 2 Agosto il giorno in cui inizieremo a consumare più risorse naturali di quelle in grado di prodursi in un anno.

La terra, si sa, ha risorse limitate e il genere umano le ha sfruttate e le sta sfruttando a pieno regime. A tal punto da utilizzare in pochi mesi le risorse disponibili in un intero anno. Ogni anno, infatti, viene calcolato l’Ovrshooting Day, ovvero il giorno a partire dal quale l’uomo inizia a consumare più di quello che il mondo riesce a rigenerare nello stesso anno. I consumi sono considerati su tutti i fronti: disponibilità di cibo, di pesca, di foreste e anche per quanto riguarda le emissioni di CO2 in atmosfera rispetto a quella che le foreste riescono ad assorbire nel loro ciclo vitale. Quest’anno sarà il 2 agosto, ovvero ben 5 mesi prima della fine dell’anno. La situazione non è delle migliori, considerando anche il fatto che tale giorno continua sempre più ad anticiparsi, visto che l’anno scorso è stato designato per l’8 agosto. È per questo che l’organizzazione internazionale Earth Overshoot Day, composta da diversi partner internazionali tra cui il WWF e il Global Footprint Network, spinge ad adottare soluzioni comportamentali per allungare il più possibile la ricorrenza di questo giorno. Ad oggi, le emissioni carboniche sono il 60% dell’Ecological Footprint dell’umanità. Basterebbe dimezzare queste emissioni per avere uno spostamento del giorno di ben 3 mesi e una riduzione dell’uso totale di risorse ecologiche a 1.2 pianeti invece che 1.7 come è oggi. Inoltre, basterebbe allungare ogni anno di 5 giorni l’avvenire di questo giorno per arrivare al consumo di solo 1 pianeta entro il 2050. Come fare? Bisogna agire ad ampio raggio e su diversi fronti. Sicuramente bisognerebbe incentivare a mangiare solo cibi locali e non troppo lavorati per abbassare l’impronta ecologica dell’uomo sulla terra, per avere uno spostamento di 11 giorni entro il 2050. Inoltre, il controllo della crescita demografica inciderebbe molto: se la media dimensione scendesse a mezzo bimbo per famiglia, nel futuro si potrebbe allungare il comparire dell’Overshooting day di 30 giorni entro il 2050. Lo stesso vale per una migliore gestione delle grandi città soprattutto per quel riguarda il trasporto sostenibile e a basso impatto ambientale: incentivare l’utilizzo di trasporti pubblici, bici, camminata e carpooling porterebbe a 10 giorni in più. Ultimo ma sicuramente non meno importante, puntando ad una produzione di energia completamente decabornizzata con l’utilizzo di fonti rinnovabili e non fossili si potrà raggiungere l’obiettivo degli 89 giorni di ritardo entro il 2050.

Fonte: Earth Overshooting Day

Vedi anche: Sistema di gestione energia

Rinnovabili ed efficienza energetica anche nel programma fiscale Italiano!

Recente l’approvazione alla Camera della conversione della “Manovra Fiscale” contenente anche molte novità in ambito di efficienza energetica ed energie rinnovabili: vediamone alcune!

 Il 1° giugno 2017 è stato approvato alla Camera il disegno di legge di conversione del decreto 50/2017, anche detto Manovra Fiscale. Vediamo insieme i punti interessanti in materia di risparmio energetico e rinnovabili. Innanzitutto è stata estesa di 4 anni la scadenza per la richiesta dell’Ecobonus “cessione del credito” da parte degli edifici condominiali della “no tax area” che effettuino interventi di riqualificazione energetica. Hanno quindi tempo fino al 31 dicembre 2017 per richiedere la detrazione, ed inoltre potranno cederla anche a soggetti privati. Le modalità di controllo da parte dell’ENEA saranno emanate entro il 30 settembre 2017. Vantaggi anche per gli impianti a bioliquidi sostenibili, che potranno beneficiare di una dilazione nella restituzione di cifre relative agli incrementi di incentivi fino al 2020. Tali impianti, insieme a quelli a biomasse e biogas potranno richiedere anche un ulteriore incentivo sull’energia prodotta, usufruibile fino al 31 dicembre 2020, e vedono una proroga sulla scadenza di presentazione delle domande: termine ultimo 31 dicembre 2017. Il decreto non dimentica anche gli impianti fotovoltaici, in particolare quelli di potenza superiore a 3 kW nei quali risultano installati moduli non certificati o non a norma ma per i quali sono state intraprese azioni di aggiornamento: vedranno una riduzione del 20% della tariffa incentivante. Infine, tutti gli impianti eolici iscritti nel registro ma che non hanno beneficiato degli incentivi previsti nel precedente decreto per problemi burocratici sono ora riammessi agli incentivi. Come si vede, quindi, c’è una propensione e volontà da parte del governo italiano di favorire e supportare azioni di efficientamento energetico e di utilizzo di fonti di energia rinnovabili. Spesso non è così semplice individuare chiaramente le possibilità di incentivazione, vista la variegata normativa e il linguaggio così burocratico. EcoBioService, ha l’esperienza necessaria per aiutarti a gestire queste procedure. Non perdere questa occasione, rivolgiti a EcoBioService!

Fonte: Nextville

Vedi anche: Chi siamo

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