Detrazioni fiscali per l'efficienza energetica: l'Enea aggiorna i Vademecum informativi

 L'Enea (Agenzia Nazionale Efficienza Energetica) ha aggiornato molti dei vademecum contenenti le schede riepilogative dei requisiti tecnici richiesti e della documentazione da approntare per tutti i lavori incentivati.

 

 

 

 

 

In particolare, sono stati aggiornati al 9 maggio 2019 i vademecum relativi a:

Per ogni vademecum è riportata la descrizione della detrazione unitamente alle informazioni inerenti:

  • chi può accedere;
  • per quali edifici;
  • entità del beneficio;
  • requisiti dell'intervento;
  • documentazione necessaria.

Riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali

CHI PUÒ ACCEDERE:

Tutti i contribuenti che:

  • sostengono le spese di riqualificazione energetica;
  • posseggono un diritto reale sulle unità immobiliari costituenti l’edificio;

È possibile per tutti i contribuenti in luogo delle detrazioni, optare per la cessione del credito.

PER QUALI EDIFICI:

  • alla data della richiesta di detrazione, devono essere “esistenti” ossia accatastati o con richiesta di accatastamento in corso e in regola con il pagamento di eventuali tributi;
  • devono essere dotati di impianto termico, come definito dalla FAQ n.9D.

ENTITÀ DEL BENEFICIO:

Interventi di tipo:
a) detrazione del 70% delle spese totali sostenute dal 1.1.2017 al 31.12.2021;
b) detrazione del 75% delle spese totali sostenute dal 1.1.2017 al 31.12.2021;
c) detrazione dell’80% delle spese totali sostenute dal 1.1.2018 al 31.12.2021;
d) detrazione dell’85% delle spese totali sostenute dal 1.1.2018 al 31.12.2021.

Il limite massimo di spesa ammissibile è:

- interventi di tipo a) e b) = 40.000€ moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l'edificio;

- interventi di tipo c) e d) = 136.000€ moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l'edificio.

REQUISITI DELL’INTERVENTO

REQUISITI TECNICI SPECIFICI:

  • deve riguardare le parti comuni di edifici condominiali delimitanti il volume riscaldato verso l’esterno e/o i vani non riscaldati e/o il terreno e interessare più del 25% della superficie disperdente;
  • deve configurarsi come sostituzione o modifica di elementi già esistenti (e non come nuova realizzazione in ampliamento);
  • i valori delle trasmittanze termiche dei vecchi elementi strutturali (U) devono essere superiori a quelli riportati nella tabella 2 dell’allegato B al D.M. 11 marzo 2008, come modificato dalD.M.26 gennaio2010;
  • i valori delle trasmittanze dei nuovi elementi strutturali devono essere inferiori ai pertinenti limiti riportati nella tabella 2 dell’allegato B al D.M. 11 marzo 2008, come modificato dalD.M.26 gennaio2010;
  • può comprendere, se i lavori sono eseguiti contestualmente, anche la sostituzione degli infissi e l’installazione delle schermature solari purché inseriti nei lavori previsti nella stessa relazione tecnica di cui al comma 1 dell’art. 8 del D.lgs. 192/005 e s.m.i. e insistenti sulle stesse strutture esterne oggetto dell’intervento;
  • devono essere rispettate le condizioni riportate nel vademecum “schermature solari” nel caso dell’eventuale installazione delle schermature solari;
  • per gli interventi di tipo b) con riferimento alle tabelle 3 e 4 del “decreto 26.06.15 “linee guida”, l’involucro edilizio dell’intero edificio deve avere, prima dell’intervento, qualità bassa e, dopo l’intervento, almeno la qualità media, in entrambi i casi sia per la prestazione energetica invernale che per la prestazione energetica estiva;
  • per gli interventi di tipo c) e d) l’edificio deve appartenere alle zone sismiche 1, 2 o 3 e deve determinare una riduzione del rischio sismico rispettivamente di una classe o di due classi, secondo il DM 28 febbraio 2017, n. 58;
  • devono essere rispettate le leggi e le normative nazionali e locali in tema di sicurezza e di efficienza energetica.

ALTRE OPERE AGEVOLABILI:

  • le opere provvisionali ed accessorie strettamente funzionali alla realizzazione degli interventi (punto 1a dell’Art.3 del “decreto edifici” quali ad esempio: ponteggi, nuove soglie o davanzali, rifacimento intonaci etc.).;
  • spese per le prestazioni professionali necessarie alla realizzazione degli interventi nonché della documentazione tecnica necessaria, compresa la redazione dell’APE.

DOCUMENTAZIONE NECESSARIA

DOCUMENTAZIONE DA TRASMETTERE ALL’ENEA

“Scheda descrittiva dell’intervento”, entro i 90 giorni successivi alla fine dei lavori, come da collaudo delle opere, esclusivamente attraverso l’apposito sito web relativo all’anno in cui essi sono terminati, redatta e firmata da un tecnico abilitato (ingegnere, architetto, geometra o perito iscritto al proprio albo professionale).

DOCUMENTAZIONE DA CONSERVARE A CURA DEL CLIENTE

Di tipo tecnico:

  • l’asseverazione redatta da un tecnico abilitato che deve contenere:
    • la dichiarazione che l’intervento riguardi parti comuni dell’edificio e che abbia incidenza superiore al 25% della superficie disperdente dell’edificio verso l’esterno e/o vani non riscaldati e/o il terreno;
    • i valori delle trasmittanze termiche dei vecchi elementi strutturali (strutture opache e/o trasparenti);
    • i valori delle trasmittanze termiche dei nuovi elementi strutturali (strutture opache e/o trasparenti);
    • la verifica che i valori delle trasmittanze dei nuovi elementi strutturali rispettino i pertinenti limiti riportati nella tabella 2 delD.M.26 gennaio 2010;
    • i valori di gtot delle schermature solari nel caso che esse siano state installate;
    • per gli interventi di tipo b), con riferimento alle tabelle 3 e 4 del “decreto linee guida”, la dichiarazione che l’involucro dell’intero edificio, sia per la prestazione energetica invernale che per la prestazione energetica estiva, abbia qualità bassa prima della realizzazione degli interventi, e che sia stata conseguita dopo la realizzazione degli interventi almeno la qualità media per entrambe le suddette prestazioni;
    • per gli interventi di tipo c) e d) l’asseverazione di cui all’Allegato B  al  DM  28.02.17  n.58  che attesti la classe di rischio di appartenenza prima dell’intervento e la classe di rischio conseguente alla realizzazione dell’intervento e che essa risulti:
      - inferiore di 1 classe rispetto alla precedente pergli interventi di tipo c);
      - inferiore di 2 o più classi rispetto alla precedente per interventi di tipo d). e inoltre:
  • la dichiarazione che tutti gli interventi realizzati rispettano le leggi e le normative nazionali e locali in tema di sicurezza e di efficienza energetica;
  • per gli interventi di cui alla lettera b) copia degli attestati di prestazione energetica (APE) dell’intero edificio, ante e post intervento redatti esclusivamente ai fini della richiesta delle detrazioni fiscali, prendendo in considerazione l’edificio nella sua interezza, al fine di valutare le qualità delle prestazioni invernale ed estiva dell’involucro edilizio (tabelle 3 e 4 dell’allegato 1 al “decreto linee guida”). In assenza di impianti centralizzati di climatizzazione estiva ed invernale essi sono possono essere sostituiti dai corrispondenti impianti virtuali standard di cui alla tabella 1 del paragrafo 5.1 dell’allegato 1 al “decreto linee guida” con le caratteristiche ivi indicate;
  • copia degli attestati di prestazione energetica (APE) di ogni singola unità immobiliare per cui si richiedono le detrazioni fiscali;
  • copia delle relazioni tecniche, necessarie, ai sensi dell’art. 8 comma1 del D.lgs. 192/05 e s.m.i.;
  • originale della Scheda descrittiva dell’intervento,redatta e firmata da un tecnico abilitato e inviata all’ENEA;
  • schede tecniche dei materiali e dei componenti.

Di tipo amministrativo:

  • fatture relative alle spese sostenute;
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale della ripartizione delle spese;
  • ricevuta del bonifico bancario o postale, che rechi chiaramente come causale il riferimento alla legge finanziaria 2007, il numero e la data della fattura, il codice fiscale del richiedente la detrazione o il numero di partita IVA e il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto beneficiario;
  • ricevuta dell’invio effettuato all’ENEA (codice CPID), che costituisce garanzia che la documentazione è stata trasmessa.

FONTE: LAVORI PUBBLICI

Vedi anche: Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica: pubblicata la proposta di regole applicative

                 Detrazioni edilizie 2019

                 Decreto rinnovabili: le ultime modifiche

Bisogna tassare il carburante aereo: l’iniziativa dei cittadini Ue

Basta sconti alle compagnie aeree: bisogna tassare il carburante utilizzato dai velivoli, secondo l’iniziativa dei cittadini europei che la Commissione Ue ha appena deciso di pubblicare sul registro ufficiale (sarà visibile nell’elenco online dal prossimo 10 maggio) dopo averla ritenuta ammissibile sotto il profilo giuridico.

In sostanza, si legge in una nota di Bruxelles, l’iniziativa invita la Commissione a “proporre agli Stati membri l’introduzione di una tassa sul carburante per aerei (cherosene)” dal momento che “il settore dell’aviazione gode di vantaggi fiscali pur essendo una delle fonti di emissioni di gas a effetto serra che registrano la crescita più rapida”. Poi ci sarà un anno di tempo per raccogliere un milione di dichiarazioni di sostegno in almeno sette Stati membri; in quel caso, la Commissione Ue sarà obbligata a esaminare la questione e rispondere/motivare le sue decisioni entro tre mesi. Tra l’altro, è stata anche approvata l’iniziativa per “una soluzione rapida, equa ed efficace ai cambiamenti climatici”, il cui obiettivo è aumentare progressivamente il prezzo dei combustibili fossili per poi distribuire i proventi tra i cittadini, in modo da favorire l’impiego delle energie rinnovabili e contribuire all’azzeramento delle emissioni inquinanti. Si torna così a parlare di una qualche forma di tassazione sui carburanti più “sporchi”: carbon tax, carbon pricing, carbon tariff, sono tutti modi diversi ma simili di pensare a un prezzo della CO2 da applicare ai settori maggiormente responsabili dell’inquinamento atmosferico, cercando così di velocizzare la de-carbonizzazione del mix energetico (vedi qui per approfondire il dibattito in corso a livello Ue). E sappiamo che l’aviazione è un settore particolarmente difficile da de-carbonizzare, perché al momento ci sono poche e ben più onerose alternative all’uso di jet-fuel tradizionale; quest’ultimo, finora, ha avuto delle esenzioni fiscali in Europa per mantenere più bassi i costi del carburante. Mentre un numero crescente di cittadini, vedremo quanti nei prossimi mesi, seguendo l’andamento dell’iniziativa, sembra essere favorevole a colpire con una tassa il kerosene dei voli aerei, probabilmente anche sulla scia delle proteste per il clima innescate da Greta Thunberg; tanto che in Svezia è stato perfino coniato il termine “flygskam”, la vergogna di volare proprio a causa della maggiore consapevolezza dell’inquinamento provocato dagli aeroplani.

È un’esagerazione?

Ci sono due considerazioni. La prima è che l’ultimo rapporto dell’IPCC(Intergovernmental Panel on Climate Change), l’organismo delle Nazioni Unite che studia l’evoluzione del clima, afferma che per limitare a 1,5-2 gradicentigradi l’aumento delle temperature terrestri entro fine secolo, è necessario ridurre velocemente le emissioni in tutti i settori, nessuno escluso. Quindi anche l’aviazione dovrà impegnarsi molto più di quanto abbia fatto in questi anni; anche se il suo contributo alle emissioni globali di anidride carbonica è nell’ordine del 2-3%, quindi meno di altre industrie (si pensi alle auto, oppure al carbone), questo dato è previsto in costante aumento se non si interverrà tempestivamente per correggere il tiro. La seconda considerazione è che difficilmente si riuscirà a tagliare le emissioni senza nuove regole di fiscalità ambientale volte a penalizzare l’impiego di carburanti fossili. Altrettanto difficile, però, sarà far accettare queste regole a milioni di cittadini, come evidenzia la ricerca condotta dal sociologo Benjamin Sovacooldell’Università del Sussex, che spiega quanto le persone siano poco disposte a modificare radicalmente le proprie abitudini (come rinunciare ai voli aerei) per mitigare il proprio impatto sull’ambiente. In definitiva, l’inquinamento dell’aviazione è un tema che preoccupa, ma la soluzione resta ancora un po’ lontana, finché non saranno definiti dei meccanismi fiscali per promuovere la diffusione di aeroplani meno inquinanti, che significa: aeroplani più leggeri e con motori, magari ibridi, che consumano meno carburante, velivoli elettrici per i percorsi di medio-corto raggio, produzione di bio-kerosene partendo da materie prime realmente sostenibili dal punto di vista ambientale.

FONTE: QUALENERGIA

vedi anche: Allarme CO2: nuovo incremento delle emissioni

                 Mobilità elettrica: Norvegia al giro di boa!

                 Stiamo perdendo i ghiacci artici...

Pannelli solari organici, a Vinitaly la cella fv che viene dall’uva

Debutta in occasione della celebre manifestazione enologica, il prototipo solare ideato a Ca’ Foscari e realizzato con i residui della vinificazione.

Quale palcoscenico migliore della più grande manifestazione mondiale dedicata al vino, per presentare la prima cella fotovoltaica realizzata con i residui della vinificazione? Sarà proprio Vinitaly a fare da trampolino di lancio all’ultimo nato nel settore dei pannelli solari organici: una dye-sensitized solar cell (DSSC), o Cella di Gratzel, a base dei pigmenti presenti nella buccia dell’uva.

Il prototipo è frutto del progetto CHEERS che mira a valorizzare il principale prodotto di scarto di una grande azienda vinicola veneta di Conegliano impiegando la feccia, residuo di lavorazione dei vini bianchi e rossi. Questo sottoprodotto è, estremamente ricco di composti, come ad esempio i polifenoli, che, a causa delle loro rilevanti proprietà biologiche, possono essere sfruttati per scopi industriali, con applicazioni nei campi nutrizionale, medico e cosmetico e persino energetico.  

L’idea alla base dello studio è quella di “recuperare la feccia ottenuta dalla lavorazione e chiarificazione dei vini, valorizzando tale rifiuto da smaltire e impiegandolo per la costruzione di celle fotovoltaiche a colorante organico”. Non è ovviamente la prima volta che la ricerca sui pannelli solari organici si affida a pigmenti naturali estratti da ortaggi, fiori, frutti e pesino foglie. In questi anni sono state realizzate celle di Gratzel a base di coloranti quali carotene, la clorofilla, l’antocianina e il tannino, anche se con risultati molto contenuti in termini di efficienza. 

Come funziona la nuova DSSC? 

Il colorante, estratto dagli scarti del processo di vinificazione, cattura la luce solare iniettando elettroni al semiconduttore, costituito da nanoparticelle di biossido di titanio poroso. L’elettrone generato è in grado di percorrere il circuito esterno, producendo corrente elettrica rinnovabile e sostenibile.“Questo tipo di cella solare  è una macchina molecolare che lavora nel campo delle nanotecnologie, mimando il processo di fotosintesi clorofilliana, e rappresenta un’alternativa ai sistemi tradizionali (celle al silicio) sia per vantaggio economico, sia per metodologie costruttive eco-friendly, che permettono un riciclo a basso impatto ambientale, sia per l’efficienza di conversione energetica in caso di clima nuvoloso o illuminazione artificiale”.

FONTE: Rinnovabili.it 

 

Vedi anche:  Ritornano gli incentivi per gli impianti FV

                   Rivoluzione solare dalla Svezia!

                 

Manutenzione della caldaia: 5 consigli per mantenerla in forma

I cinque punti più importanti da tenere presenti per la manutenzione e la sicurezza della propria caldaia

Pulizie di primavera? Per la caldaia potrebbe essere una buona idea: le temperature più miti offrono infatti il momento migliore per revisionare il proprio impianto di riscaldamento, così da evitare brutte sorprese il prossimo inverno. Dai controlli obbligatori alla sostituzione dei polifosfati, sono infatti diversi gli accorgimenti che un consumatore può adottare per allungare la vita della propria caldaia.

"La manutenzione della caldaia è fondamentale, sia per mantenere bassi i propri consumi, sia per rispettare la legge. È bene però affidarsi sempre a un tecnico competente e autorizzato: oltre che illegale, potrebbe essere pericoloso agire in autonomia, soprattutto se si è inesperti."

1) Il bollino blu: la manutenzione obbligatoria per l’efficienza energetica. Anzitutto si deve tenere presente che il bollino blu della caldaia, cioè il controllo dell’efficienza (conosciuto anche come controllo fumi), deve essere fatto per legge: dall’aprile 2013 è infatti operativo il DPR n. 74 in materia di controlli sull'efficienza energetica che obbliga i possessori di impianti domestici a combustibile liquido o solido a effettuare controlli ogni due anni. Nel caso di impianti domestici a gas metano o GPL i controlli sono invece da prevedere ogni quattro anni. Ma attenzione: tali intervalli di tempo valgono solo nel caso in cui le singole regioni non abbiano legiferato in modo diverso, come nel caso di Liguria, Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Puglia e Sicilia.

2) Controlli di sicurezza. Oltre al bollino blu, è naturalmente da prevedere anche la revisione della caldaia: tuttavia non ci sono tempistiche obbligatorie, ma sono da considerare quelle indicate dal tecnico specializzato dopo l’installazione dell’impianto o sul libretto di istruzioni della caldaia stessa.

3) Chi è autorizzato a intervenire? Sulle caldaie non possono intervenire gli utenti, ma nemmeno dei tecnici generici. Gli interventi di manutenzione e i controlli di sicurezza devono essere fatti sempre da un Tecnico abilitato secondo il DM 37/08.

4) Sanzioni. È importante rispettare le scadenze della manutenzione della caldaia non soltanto per la propria sicurezza, ma anche per evitare di incorrere in sanzioni pecuniarie: ogni caldaia può essere infatti oggetto di controllo a campione da parte dell’ente preposto ai controlli, che può verificare anche il libretto su cui sono riportati tutti gli interventi di manutenzione. In caso di smarrimento del libretto sarà necessario richiederne immediatamente uno nuovo al tecnico competente.

5) Come allungare la vita della caldaia. A prescindere dai controlli obbligatori ci sono piccoli accorgimenti, adottabili dai consumatori, che consentono di allungare la vita della caldaia. Ad esempio, in special modo per le caldaie a condensazione, è preferibile un funzionamento continuo: in media i componenti si usurano meno quando vengono mantenuti in funzione a potenza ridotta, piuttosto che essere accesi e spenti frequentemente.

Inoltre, è consigliabile installare un addolcitore su tutto l’impianto idrico o quantomeno  un dosatore proporzionale di polifosfati sotto la caldaia, per proteggere lo scambiatore interno dalle incrostazioni di calcare: si tratta di un’operazione che non richiede molto tempo, ma che deve essere fatta da una persona esperta per evitare problemi all’impianto. Infine, è buona norma sostituire i polifosfati prima che siano completamente esauriti.

Vuoi avere maggiori informazioni sulle operazioni di manutenzione o sostituzione della tua caldaia con una più efficiente? Contatta EBS Smart Energy Solution

FONTE: casaeclima.com

 

Vedi anche: 10 regole per risparmiare sul riscaldamento

                  La caldaia è troppo vecchia? Cambiala con una più efficiente!

                  

 

 

 

 

 

Al via in Lombardia la sperimentazione per valorizzare il proprio impianto fotovoltaico

Ogni utente in possesso di un sistema di accumulo, di qualsiasi tipo, può dare la propria disponibilità a essere contattato per partecipare al progetto.

Parte in Lombardia una sperimentazione sull’aggregazione di numerosi sistemi di accumulo di energia, prodotta da impianti fotovoltaici, per efficientare la produzione, metterla in rete e riutilizzarla durante i picchi di richiesta.

Il progetto pilota, fa sapere una nota, è promosso da Regione Lombardia, insieme ad Arera, RSE e Terna e partirà a breve con un primo campione di cittadini lombardi.

L’Autorità, si spiega , ha infatti permesso anche agli utenti di piccola taglia di partecipare al Mercato dei Servizi di Dispacciamento (MSD), in modalità aggregata, per far fronte alla variabilità tipica dei consumi e della produzione da fonti rinnovabili, sempre più numerose.

La gestione dell’aggregato sarà effettuata da un’azienda che si occuperà, da un lato, di interfacciarsi con il mercato e, dall’altro, di predisporre tutti gli strumenti di misura e controllo necessari per poter gestire i vari sistemi di accumulo, senza alcun onere a carico dei partecipanti al progetto.

A breve, fa sapere la Regione, oltre 2500 cittadini lombardi, l’equivalente del numero degli impianti installati con i bandi di incentivazione, verranno invitati a partecipare alla sperimentazione che non avrà ovviamente costi a carico degli utenti, né comporterà cambiamenti nelle abitudini di utilizzo dell’impianto”.

“Regione Lombardia – ha specificato l’assessore agli Enti locali Massimo Sertori – ha anche chiesto espressamente che, al termine della fase sperimentale, vengano riconosciuti benefici a coloro che aderiranno all’iniziativa”. “Un segnale importante – ha concluso – che va sempre più nella direzione di razionalizzare e migliorare l’efficienza della produzione e della distribuzione di energia”.

Chi può partecipare

Ogni utente in possesso di un sistema di accumulo, di qualsiasi tipo, può dare la propria disponibilità a essere contattato per partecipare al progetto. Tale registrazione non comporta la sottoscrizione di alcun contratto e non impegna l’utente alla successiva partecipazione.

Per valutare una possibile adesione al progetto pilota è necessario registrarsi sul sito web dedicato a questo indirizzo.

Il contesto

Come sappiamo, attualmente gli accumuli possono partecipare alle Uvam solo per la riserva terziaria (vedi QualEnergia.it). È però in programma il lancio delle Unità virtuali specificamente dedicate all’accumulo con cui sarà possibile estendere la partecipazione alla regolazione primaria o ad altri tipi di servizi più rapidi.

 FONTE: qualenergia.it

 

Vedi anche: La rivoluzione delle batterie ricaricabili: celle al litio zolfo

                 Reti inefficienti? paga il consumatore!

                 Decreto rinnovabili: le ultime modifiche

 

                    

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