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Vogliamo segnalare due importanti articoli comparsi, nei giorni scorsi, sul sito:www.ilsole24ore.com.
Il primo riguarda il paragone provocatorio tra un investimento per un impianto fotovoltaico e il classico Bot, proposto da Laura La Posta, che mette in evidenza la convenienza di un impianto fotovoltaico domestico considerando gli incentivi statali rispetto ai Bot, che sono al loro minimo storico di rendimento (1.29%) e ai Btp decennali, che attualmente riportano un rendimento netto attorno al 3.80% .Un impianto fotovoltaico permette di azzerare i costi dei consumi di energia elettrica e genera reddito attraverso l’incentivo statale denominato Conto Energia per l’energia prodotta per un periodo di 20 anni.
Viene riportato ad esempio un investimento pari a 15.000 Euro per un impianto fotovoltaico con 16 mq di superficie di pannelli installati su una casa in Italia centrale in cui vivono quattro persone. Sommando il mancato esborso per l’energia consumata e gli incentivi erogati dal Gse per l’energia prodotta, il vantaggio economico annuo è di circa 1.500 Euro. Proiettando l’ipotesi per 20 anni, l’incentivo ottenuto consentirà, non solo di recuperare l’intero costo dell’impianto, stimato in 10 anni, ma anche di trarre profitto dall’energia prodotta per tutto il periodo di vita dell’impianto.
A tal proposito il gruppo di acquisto di pannelli solari degli Amici di Beppe Grillo di Modena ha argutamente concluso che poiché «un impianto fotovoltaico dura anche 40-50 anni, il reddito annuo costituisce di fatto una pensione integrativa». Da non sottovalutare è l’impatto ambientale, infatti per ogni kWh prodotto da fotovoltaico viene risparmiata l’immissione in atmosfera di circa 700 grammi di anidride carbonica.
Il secondo articolo riguarda la discussione sulla competitività delle fonti rinnovabili rispetto alle fonti fossili, a firma di Giuseppe Caravita. Lo studio condotto dalla McKinsey global Foundation, definisce l’Italia, nonostante le sue tariffe elettriche più care del 30% rispetto alla media europea, come il secondo Paese al mondo più vicino, oggi, alla "grid parity" fotovoltaica. Ovvero a quel punto di pareggio in cui una cella solare, sotto un cospicuo irraggiamento, riesce a produrre elettricità a costi uguali, o persino inferiori a quelli prevalenti di mercato.
A tal proposito Heinz Ossembrink, responsabile dell'unità per le energie rinnovabili del centro di ricerca comunitario di Ispra, che da oltre vent'anni, con il suo gruppo, misura il fotovoltaico europeo e internazionale afferma : la "grid parity" stabile, con il progresso delle tecnologie e la riduzione nei costi arriverà all'incirca, nelle previsioni condivise, al 2012 – osserva – ma già l'estate scorsa, sulla borsa elettrica del Gme vi sono stati numerosi casi di richieste spot di picco diurno giunte a 50-60 centesimi per chilowattora, e alcune di queste sono già state soddisfatte da forniture via rinnovabili». Si tratta, per ora di casi piuttosto estremi. «Ma, soprattutto nel Sud Italia, la barriera del l'economicità comincia a essere superata, e non solo per poche settimane all'anno».Tuttavia, Ossembrink prevede, nei prossimi anni, la nascita di operatori a energie rinnovabili combinate e integrate, di massa critica sufficiente, capaci di sfruttare al meglio le situazioni di picco, e di adattarsi con flessibilità al mercato.
Un esempio viene da un esperimento in corso guidato dal l'Università di Kassel per conto del Governo tedesco: la simulazione di un impianto energetico combinato, da 40 megawatt, che integra 36 impianti da biomasse, pompaggio d'acqua in bacini idroelettrici, campi eolici e fotovoltaici. «Ebbene, un impianto a rete di questo tipo sarebbe ampiamente capace di soddisfare la domanda elettrica in ogni punto dell'anno, anche nei suoi picchi stagionali». Sfatando il mito di rinnovabili incostanti, destinate a un futuro marginale.
Secondo Ossembrink nei prossimi anni cominceranno ad emergere operatori ibridi di questo tipo che si avvantaggeranno da crescenti masse critiche e insieme dalla riduzione dei costi insito nello sviluppo della tecnologia fotovoltaica. Il loro punto critico starà nello storage. I pompaggi possono essere molto costosi. In inverno, per esempio, i picchi sono nelle ore serali. E uno storage di energia persino di poche ore, anche fatto con sistemi di batterie, potrà fare la differenza».Operatori di picco, quindi, agili e capaci di evolvere. «Con strutture energetiche anche, per così dire, in multiproprietà, ma gestite in modo coordinato. E casi di questo genere, almeno in Germania, cominciano a emergere». La traiettora , secondo Ossembrink, verso gestori profittevoli e di mercato. E non più dipendenti dai sussidi pubblici.
07.02.2009
Di seguito gli articoli in questione:
Meglio i pannelli solari dei Bot
Fotovoltaico: Italia in prima fila per la competitività
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