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I “certificati bianchi”, chiamati anche “Titoli di Efficienza Energetica” (TEE), attestano il conseguimento di risparmi energetici attraverso l’applicazione di tecnologie e sistemi efficienti.
Vengono emessi dal Gestore del Mercato Elettrico (GME) sulla base delle certificazioni dei risparmi conseguiti, effettuate dall’Autorità. Un certificato equivale al risparmio di 1 tonnellata equivalente di petrolio (tep), che è l’unità convenzionale di misura usata comunemente nei bilanci energetici per esprimere tutte le fonti di energia tenendo conto del loro potere calorifico. L’Autorità valuta i risparmi energetici conseguiti dai singoli interventi e autorizza il GME all’emissione dei certificati bianchi. I TEE sono emessi dal GME a favore dei distributori, delle società controllate dai distributori medesimi o a favore di società operanti nel settore dei servizi energetici (ESCO) con l’obiettivo di certificare la riduzione dei consumi conseguita attraverso interventi e progetti di incremento di efficienza energetica.
Quando si parla di Certificati Bianchi si possono sottolineare due aspetti: da un lato la bontà dell’iniziativa, dall’altro l’eccessiva complessità di un meccanismo che, dopo i trionfi iniziali, si è lentamente inceppato. .Il rapporto statistico pubblicato dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas il 15 settembre scorso non restituiva un quadro ottimistico per il futuro del meccanismo dei Certificati Bianchi. Il rapporto affermava che “lo stock di progetti presentati all’Autorità fino all’inizio di agosto potrà generare una disponibilità di TEE in grado di coprire dal 5% al 24% dell’obiettivo 2011, ed è di conseguenza ancora largamente insufficiente per consentire il raggiungimento dell’obiettivo 2012”. Quindi, per correre ai ripari, l’Autorità per l’Energia ha deciso di apportare alcune modifiche al sistema: le novità introdotte sono state pensate per incrementare la realizzazione di interventi di efficienza energetica. Ciò dovrebbe portare a un aumento della disponibilità di TEE sul mercato, con il conseguente ampliamento dell'offerta.
Le novità più importanti sono:
· Riduzione della taglia minima dei progetti;
· Introduzione del principio di durabilità;
· Maggiore visibilità per le ESCo.
Al fine di aumentarne l’appetibilità sono state ridotte considerevolmente le dimensioni minime dei progetti (per i progetti standardizzati si passerà dai 25 ai 20 TEP), ma soprattutto, al fine di riconoscere l’effettivo risparmio di energia primaria che l’intervento realizzato può ottenere lungo tutta la sua vita tecnica, si è introdotto il coefficiente di durabilità ovvero i risparmi prodotti oltre la vita utile dell’intervento. La vita utile equivale agli anni in cui esso ha diritto ai Certificati Bianchi (5 o 8 anni a seconda di quel che si è realizzato). L'intervento, generalmente, produce risparmi anche oltre il periodo di riconoscimento dei TEE.
In allegato le Linee Guida per il Rilascio dei Titoli di Efficienza Energetica e le modifica in vigore dal 1 Novembre 2011
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