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Gli obiettivi di efficienza energetica e gli Energy Performance Contract

Creare fiducia per supportare lo sviluppo di progetti di efficientamento energetico

Secondo il Piano nazionale per l'efficienza energetica 2017, entro il 2020 l'obiettivo finale di risparmio energetico globale è fissato a 15,5 Mtep. L'obiettivo del settore terziario è pari a 1,23 Mtep (0,57 Mtep per il settore pubblico e 0,66 Mtep per il settore privato, rispettivamente). Fino al 2016, il risparmio energetico per il settore terziario ammontava a 0,19 Mtep (15%).

Nello stesso periodo 2017 – 2020 si prevede un investimento complessivo di oltre 30 miliardi di euro, con una media annua di circa 8 miliardi di euro. Considerando l'attuale rapporto tra gli investimenti nel settore terziario rispetto agli investimenti complessivi per l'efficienza energetica, è ragionevole stimare un investimento annuale in quest'area di oltre un miliardo di euro nei prossimi anni.

Tra gli strumenti più efficaci per raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica vi sono i contratti di prestazione energetica (Energy Performance Contract – EPC).

Il D.Lgs. 102/2014 definisce Energy Performance Contract l’accordo contrattuale tra il beneficiario o chi per esso esercita il potere negoziale e il fornitore di una misura di miglioramento dell’efficienza energetica, verificata e monitorata durante l’intera durata del contratto, dove gli investimenti (lavori, forniture o servizi) realizzati sono pagati in funzione del livello di miglioramento dell’efficienza energetica stabilito contrattualmente o di altri criteri di prestazione energetica concordati, quali i benefici finanziari.

L’EPC è il contratto che rappresenta al meglio l’attività di business di una ESCO, in quanto operatore capace di avere una visione globale sugli interventi di efficienza idonei al cliente.  L’attivazione di contratti di performance energetica deriva, generalmente, dalla convergenza di interessi tra ESCO (l'offerta di EPC), il settore terziario (la domanda di servizi energetici) e il settore finanziario.

Il settore terziario considera molto importante il tema dell'efficienza energetica. Le ragioni sono soprattutto economiche (in alcuni casi l’energia rappresenta la seconda voce di costo dopo il costo del personale), ma anche le motivazioni ambientali sono considerate di una certa importanza, come pure la reputazione del marchio. Nel settore terziario la maggior parte degli interventi viene implementata attraverso fondi propri da parte delle imprese. Esiste una sorta di politica per la gestione dell'energia che, in alcuni casi, incide sulla consapevolezza del personale e sulla diffusione di pratiche energetiche sostenibili. Inoltre, in alcuni casi viene implementata la certificazione ISO 50001.

La consapevolezza del settore finanziario nei confronti di progetti di efficienza energetica è già piuttosto elevata e tuttora in crescita. Le banche sono pronte a sviluppare specifici programmi di finanziamento. I settori principali considerati ad alto potenziale sono il commercio privato, gli ospedali e l'industria. In generale, il settore della GDO viene considerato come particolarmente promettente sia per le possibilità di scalare gli interventi sia per la stabilità dei flussi che caratterizzano i bilanci delle società. C'è una generale fiducia nel potenziale del mercato degli EPC. Tuttavia, gli investimenti nel settore energetico sono considerati più rischiosi se realizzati con un modello EPC. Le banche vedono il finanziamento a un fornitore di EPC più rischioso in quanto le ESCO tendenzialmente non hanno una dotazione di capitale sufficiente per garantire il finanziamento e allo stesso tempo non vi sono reali possibilità di rivalsa sui beni a garanzia del contratto. Per questo motivo, le istituzioni finanziarie tendono a preferire un finanziamento all'utente finale piuttosto che al fornitore degli EPC.

Diversi, però, sono i punti critici:

  • La complessità dell’intera operazione inerente gli Energy Performance Contract
  • La generale lunghezza del contratto e il timore che, vincolandosi a soggetti terzi, si blocchino eventuali operazioni di mercato che interessano gli edifici su cui si interviene
  • L’accesso più ampio ai finanziamenti che si basa sul presupposto che le istituzioni finanziarie debbano dare maggiore rilevanza alla solidità del progetto in sé e non solo al merito creditizio delle ESCO o del cliente finale
  • Il rischio di avere clienti, ovvero consumatori finali, che non garantiscano stabilità nel corso del finanziamento
  • La mancanza di garanzia in caso di inadempienza delle controparti
  • L’esistenza di fondi di garanzia facilmente disponibili che possano mitigare i rischi associati alla performance del progetto
  • La cessione diretta alle banche del canone spettante all’esecutore degli interventi
  • La possibilità di disporre, da parte degli istituti di credito, dei dati relativi al monitoraggio dei risultati di efficientamento energetico ottenuti
  • La possibilità di rinegoziare i parametri contrattuali a garanzia dei flussi di cassa a seguito della variazione di alcuni elementi operativi
  • La necessità di disporre di strumenti standardizzati che facilitino la valutazione univoca del progetto così da individuare i driver tecnici ed economici dell'intervento sui quali intervenire per incrementare la bancabilità dell'iniziativa
  • La presenza di una buona due diligence dell’intervento previsto per semplificare le valutazioni sulla fattibilità del credito
  • La disponibilità di strumenti agili da utilizzare nella valutazione di piccoli investimenti
  • L’opportuna semplificazione delle procedure di monitoraggio e valutazione per ridurre i costi di transazione pur senza intaccare i requisiti di qualità e la collaborazione tra il cliente e la ESCO
  • L’importanza di interventi che prevedano un mix di tecnologie perché ciò incrementa generalmente l’ammontare dell’investimento e ne diversifica il rischio tecnico di realizzazione
  • La necessità di soluzioni standardizzate al fine di ridurre i tempi di approvazione del progetto
  • La maturità tecnologica del progetto da finanziare
  • La necessità di disporre, assieme a valutazioni tecniche comprovate, di contratti solidi e di valore
  • L’incertezza del quadro giuridico e normativo
  • La mancanza di una reale conoscenza di questo strumento da parte di diversi fornitori di servizi energetici
  • L’importanza di precedenti esperienze di utilizzo di EPC, da parte delle ESCO, con finanziamento in proprio o tramite terzi delle soluzioni di efficienza energetica
  • Il consolidamento del settore che porti alla creazione di operatori di dimensioni maggiori e, quindi, più affidabili

EcoBioService, nella sua attività di ESCo, ha già stipulato diversi contratti EPC nel settore terziario e industriale. Siamo a disposizione per discutere circa le criticità sopra argomentate e presentare possibile specifiche soluzioni.

 

Fonte: Chiara Wolter, Linkedin

 

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