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Solare termico PDF

Gli impianti solari termici utilizzano la radiazione solare, attraverso un collettore, principalmente per riscaldare acqua, per usi sanitari e, dopo attenta valutazione, anche per il riscaldamento degli ambienti e per le piscine.

 

La tecnologia è matura ed affidabile, con impianti che hanno una vita media anche di oltre 20 anni e tempi di ritorno dell'investimento che possono essere molto brevi. Una famiglia di 4 persone che utilizza 75 litri di acqua calda a persona al giorno, integrando la caldaia convenzionale a gas con un impianto solare (impianto tipo di 4 mq di pannelli e serbatoio di 300 litri), può ammortizzare l'investimento necessario, di circa 4.000 Euro, in 3 anni.

 

Questo calcolo tiene conto degli incentivi esistenti che consentono di detrarre dalle tasse parte delle spese di acquisto e di installazione (detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici).

 

 

Come funziona un pannello solare termico?
I pannelli solari sono una componente di un impianto solare termico. Di norma, all’interno vi scorre una miscela di acqua e glicole antigelo che, grazie all’azione termica del sole, tende a scaldarsi; il calore raccolto verrà poi ceduto all’acqua sanitaria contenuta in un serbatoio specifico in modo diverso a seconda della tipologia impiantistica.



A cosa serve?

L’acqua calda prodotta con un impianto solare termico può essere utilizzata:
  • per gli usi sanitari (bagno,cucina,lavatrive, lavastoviglie) sia per le famiglie che per strutture più grandi (centri sportivi, ospedali, alberghi, etc..)
  • per integrazione al riscaldamento degli ambienti (meglio se abbinato ad un tipo di riscaldamento diffuso come pavimenti e pareti radianti in  quanto richiedono acqua a temperatura più bassa rispetto ai normali termosifoni utilizzati e disperdono meno il calore)
  • per il mantenimento in temperatura delle piscine

 

 

 Quali tipi di impianti esistono?
Semplificando la classificazione, possono essere di due tipi:  

 

 

 

A circolazione naturale 


 

 

 

 Sono gli impianti che sfruttano il principio naturale secondo cui un fluido più caldo tende a spostarsi verso l’alto, mentre un fluido più freddo tende a scendere verso il basso. In questo caso il serbatoio di accumulo termico è posto al di sopra del pannello. Il fluido termovettore, una volta riscaldato dalla radiazione solare, sale direttamente nel serbatoio e trasferisce il suo calore all’acqua in esso contenuta. Una volta che il glicole si è raffreddato scende di nuovo nel pannello e ricomincia il ciclo. Questa tecnologia necessita semplicemente dei collettori solari, di un serbatoio/scambiatore, della raccorderia e di una struttura di fissaggio. Le superfici e le dimensioni variano a seconda delle esigenze termiche. I vantaggi di questo tipo di impianto sono l’economicità, il funzionamento senza pompa elettrica e centraline, l’inclinazione data dalla pendenza del tetto, l’installazione rapida ed economica, la manutenzione minima e, non ultimo, l’alta efficienza avvalorata dalla stessa circolazione naturale del fluido temovettore. 

 

 

A circolazione forzata 

 

 

A differenza della convezione naturale, nella circolazione forzata il serbatoio può essere posizionato anche a quota più bassa dei collettori e quindi anche all’interno dell’abitazione. In questo tipo di impianti la presenza di una pompa elettrica permette la circolazione del glicole dai collettori (più in alto) al serbatoio (più in basso). Rispetto ai sistemi a circolazione naturale, questa tipologia di impianto necessita di un circolatore, di una centralina differenziale e di sonde di temperatura e di vasi d'espansione, con un prezzo quindi, di norma, più alto.

Chi abita tuttavia in Centri Storici prestigiosi (e quindi in abitazioni soggette a vincolo architettonico) e non ha un sottotetto a disposizione per nascondere il serbatoio del sistema a circolazione naturale, può risolvere il problema dell’ingombro del serbatoio sul tetto con la circolazione forzata. 

 

 

Quanto posso risparmiare?
Un impianto solare termico permette di risparmiare sulle bollette elettriche e/o del gas con tempi di rientro dell’investimento molto vantaggiosi:
-rispetto a uno scaldabagno elettrico per riscaldare l’acqua, la spesa per  un impianto solare termico si recupera in circa 5 anni attraverso il risparmio in bolletta;
-rispetto a una caldaia a gas, la spesa per l’impianto solare termico si recupera in circa 6-8 anni.
Negli anni successivi l'energia prodotta dall’impianto solare termico è gratuita.

Questi tempi di ammortamento si dimezzano usufruendo della detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici (vedi di seguito). 

 

Posso usufruire di incentivi?
Per gli impianti solari termici (solo se installati su edifici già esistenti e accatastati) è possibile usufruire di una detrazione fiscale pari al 55% delle spese di acquisto e installazione dell’impianto, da ripartire in 3 anni come da Finanziaria 2007. Detrazione prorogata per altri tre anni nella Finanziaria 2008. L'IVA per impianti solari è al 10%.
Inoltre in molte Regioni, Province e Comuni sono previsti incentivi e finanziamenti che solitamente arrivano fino al 25-30% della spesa complessiva.

 

Che autorizzazioni servono per installare un impianto solare termico?
Per quanto riguarda le autorizzazioni inerenti gli impianti solari termici queste possono variare da regione a regione, pertanto é necessario che il richiedente verifichi presso l'Ufficio tecnico del Comune di zona. Molti comuni italiani richiedono invece la D.I.A. (Dichiarazione Inizio Attività) nonostante la legge 10/91, art. 26, espliciti che i pannelli solari termici per produzione di acqua calda sanitaria sono estensione dell’impianto idrico esistente e quindi sono considerati “manutenzione ordinaria” e non straordinaria (e quindi non necessitano di DIA).
Per quanto riguarda edifici soggetti a vincolo o situati in un'area soggetta a vincoli paesaggistici o architettonici, occorre richiedere inoltre un nullaosta ad hoc all'Autorità competente per il territorio (solitamente la Soprintendenza ai Beni Culturali e Architettonici). Se non si ricevono comunicazioni, si possono iniziare i lavori dopo 60 giorni.
 

 

Alcuni consigli pratici
Se la casa dove si desidera installare l’impianto solare termico è utilizzata come residenza abituale si consiglia di collegare l’impianto solare termico con una caldaia, meglio se a condensazione, a metano o a biomasse. Generalmente nei sei mesi più caldi l’acqua calda fornita dall’impianto solare termico riesce a coprire totalmente il fabbisogno, mentre nei rimanenti mesi freddi sarà necessaria l’integrazione della caldaia per portare l’acqua parzialmente riscaldata dal sistema solare alla temperatura desiderata.  Se la casa dove si desidera installare l’impianto è invece una seconda casa, abitata prettamente nei mesi caldi, è possibile utilizzare anche una semplice resistenza elettrica come sistema integrativo, senza l’onere finanziario di dover installare una caldaia per quei pochi giorni che la casa verrà utilizzata nei mesi freddi.

 

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Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Settembre 2010 21:13
 
 

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