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Solare fotovoltaico

Lo sfruttamento dell' energia solare sta diventando un tema sempre più attuale. L' inquinamento da gas serra è in continuo aumento e le mutazioni climatiche sono ormai sotto gli occhi di tutti.

Per la riduzione delle emissioni inquinanti è di fondamentale importanza adottare diverse strategie per contenere i consumi e per sostituire le fonti fossili altamente emissive. Una di queste è sicuramente il fotovoltaico, ossia la conversione dell' energia luminosa in elettricità. Questo processo è possibile grazie a specifiche proprietà fisiche di alcuni particolari elementi, detti semiconduttori come il silicio e altri materiali in fase, anche avanzata, di sperimentazione.

L’emissione di anidride carbonica risparmiata ogni anno è calcolabile moltiplicando il valore di energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico per il fattore del mix elettrico italiano (0,531 Kg CO2/kWhel - in Italia per ogni kWh elettrico si producono circa 0,53 kg di CO2). Considerando che per ogni kWp installato al sud di producono circa 1.500 kWh all’anno, un impianto fotovoltaico domestico da 3 kWp è in grado, nella sua vita utile di 30 anni, di evitare 71.685 Kg di emissioni di CO2 con un significativo vantaggio sociale complessivo.

 

 

 

Tipologie di sistemi FV 

Gli impianti FV possono operare in modo autonomo oppure in parallelo alla rete elettrica.

I sistemi autonomi o isolati sono utilizzati per elettrificare utenze situate in località non raggiunte dalla rete elettrica o in luoghi dove il collegamento alla rete sarebbe troppo costoso (aree rurali, centraline di rilevazione climatica, illuminazione stradale e da giardino, ecc.).

I sistemi fotovoltaici collegati alla rete possono essere grandi impianti per la produzione centralizzata e i cosiddetti “tetti fotovoltaici”, impianti di piccola taglia integrati nei tetti e nelle facciate degli edifici.

Un sistema isolato necessita di un accumulo a batterie per far fronte ai periodi di minore disponibilità dell’energia solare (durante la notte). Un sistema collegato in rete, invece, non richiede accumulo, perché, in caso di una richiesta di energia superiore a quella che il sistema FV è in grado di fornire, la rete elettrica interviene trasmettendo all’utenza la quota mancante. Nei periodi in cui, al contrario, l’energia prodotta dal sistema FV eccede le richieste dell’utenza, l’elettricità in esubero può essere scambiata sul posto (conguaglio annuale con la società di distribuzione) o venduta alla rete.

Componenti di un impianto fotovoltaico

 Moduli fotovoltaici: sono i pannelli che ospitano le celle fotovoltaiche di silicio, che può essere monocristallino, policristallino o amorfo. Ogni modulo converte l’energia solare incidente in energia elettrica in corrente continua, normalmente ha una potenza compresa tra 125 e 200 Watt, occupa una superficie inferiore a 1,5 metri quadri e pesa circa 18 kg. 

 Strutture di sostegno dei moduli: sono le strutture che sorreggono i moduli e, in caso di installazione su superficie piana, si orientano dando loro un’inclinazione rispetto al piano orizzontale normalmente, in Italia, di circa 30 °. Possono essere in acciaio zincato a caldo o in alluminio, e vengono vincolate sulla superficie di installazione mediante degli ancoraggi o delle zavorre.

 Inverter: è un dispositivo elettronico che consente di adeguare l’energia elettrica prodotta dai moduli alle esigenze delle apparecchiature elettriche e della rete, operando la conversione da corrente continua a corrente alternata con una frequenza di 50 Hz. Normalmente gli inverter incorporano dei dispositivi di protezione e interfaccia che determinano lo spegnimento dell’impianto in caso di black-out o di disturbi alla rete.

 Misuratori di energia: sono degli apparati che vengono installati sulle linee elettriche e misurano l’energia che li attraversa, ad esempio vengono utilizzati per conteggiare l’energia prodotta dall’impianto e quella immessa in rete.

 Quadri elettrici e cavi di collegamento: quadri, cavi, interruttori ed eventuali ulteriori dispositivi di protezione sono i componenti elettrici che completano l’impianto

 

Produzione di elettricità

Considerando un consumo di elettricità di un’abitazione monofamiliare di 3.000 - 4.000 kWh/anno, un sistema FV per uso domestico in Puglia, dovrebbe avere una potenza compresa tra 2 e 3 kWp[1] per soddisfare i bisogni elettrici dell’utenza. Si osserva, inoltre, che, con gli attuali valori di efficienza dei moduli in commercio, tale potenza corrisponde ad una superficie occupata pari a circa 16-20 m2. Tuttavia, essendo la continuità del servizio assicurata dal collegamento alla rete, non è necessario dimensionare il sistema affinché soddisfi interamente i bisogni delle utenze. Può quindi accadere che il dimensionamento sia limitato dal budget o dalla superficie disponibile.

Incentivi 

Oggi, in Italia, i sistemi connessi alla rete presentano un sistema di finanziamento che incentiva non più il costo di installazione dell’impianto quanto la produzione di energia dall'impianto stesso.

Immettendo in rete l’energia elettrica prodotta dal sistema FV, conteggiata da un secondo apposito contatore, con il sistema di "net metering" o scambio sul posto, il conto energia remunera con una tariffa, a seconda della potenza degli impianti, per un periodo di 20 anni, l'energia prodotta.

Per informazioni di dettaglio sul conto energia si consulti la guida del Gestore dei Servizi Energetici periodicamente aggiornata e scaricabile dal sito http://www.gse.it/.

 

[1] il kWp viene usato come unità di misura per indicare la potenza erogata da un modulo o da una cella fotovoltaica se sottoposti alle condizioni standard di: - irraggiamento di 1000 W/m2 - temperatura di cella di 25° C - massa d'aria pari a 1,5 AM.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Settembre 2010 21:15
 
 

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