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Minieolico

Un impianto eolico è costituito da uno o più generatori eolici che trasformano l’energia cinetica del vento in energia elettrica. 

Funzionamento

Il vento fa ruotare un rotore, normalmente dotato di due o tre pale e collegato a un asse orizzontale o verticale. La rotazione è successivamente trasferita, attraverso un moltiplicatore di giri, a un generatore elettrico e l’energia prodotta, dopo essere stata adeguatamente trasformata, viene immessa nella rete elettrica. Le turbine eoliche sono montate su una torre, sufficientemente alta per catturare maggiore energia dal vento ed evitare la turbolenza creata dal terreno o da eventuali ostacoli. Le pale della macchina sono fissate su di un mozzo e, nell’insieme, costituiscono il rotore. Il mozzo, a sua volta, è poi collegato ad un primo albero - albero lento - che ruota alla stessa velocità angolare del rotore e, dopo il collegamento ad un moltiplicatore di giri, diparte un albero veloce che ruota invece con velocità angolare data dal prodotto di quella del primo albero per il moltiplicatore di giri. Sull’albero veloce è poi posizionato un freno, a valle del quale si trova il generatore elettrico, da cui si dipartono i cavi elettrici di potenza. Tutti questi elementi sono ubicati in una cabina detta navicella o gondola la quale a sua volta è posizionata su di un supporto-cuscinetto, orientabile in base alla direzione del vento. La navicella è poi completata da un sistema di controllo di potenza e da uno di controllo dell’imbardata.

Il primo ha il duplice scopo di regolare la potenza in funzione della velocità del vento istantanea, cosi da far funzionare la turbina il più possibile vicino alla sua potenza nominale, e di interrompere il funzionamento della macchina in caso di vento eccessivo.

Il secondo invece consiste in un controllo continuo del parallelismo tra l’asse della macchina e la direzione del vento. L’intera navicella è poi posizionata su di una torre che può essere a traliccio o tubolare conica, ancorata al terreno tramite un’opportuna fondazione in calcestruzzo armato. Gli aspetti caratteristici che differenziano una tipologia di macchina da un’altra, indipendentemente dalla taglia di potenza e quindi di dimensione, sono i seguenti:- sistema di controllo della potenza: a passo o a stallo- velocità del rotore: costante o variabile- presenza o assenza del moltiplicatore di giri.

 

Analisi anemometrica

La caratterizzazione della ventosità di un sito rappresenta un fattore critico e determinante per decidere la concreta fattibilità dell’impianto. Infatti, tenuto conto che la produzione di energia elettrica degli impianti eolici risulta proporzionale al cubo della velocità del vento, piccole differenze nella previsione delle caratteristiche anemometriche del sito possono tradursi in notevoli differenze di energia realmente producibile. Per realizzare un impianto di qualsiasi taglia, dunque, il primo passo è sempre il monitoraggio del sito. Un’analisi adeguata del sito prevede un monitoraggio della direzione e dell’intensità del vento per periodi relativamente lunghi (di norma un anno ma sono allo studio sistemi che con indagini storico-predittive ridurrebbero il tempo delle rilevazioni). Sulla base dei risultati ottenuti, non solo viene verifica la fattibilità economica del campo, ma anche l’eventuale disposizione degli aerogeneratori.

Per l’eolico infatti i dati di larga scala sulla ventosità non possono essere utilizzati in quanto ogni sito è affetto dalle caratteristiche specifiche del luogo. Il vantaggio, invece, è il basso costo dell’energia prodotta che è concorrenziale con quella idroelettrica. Una indicazione del tutto orientativa è possibile ricavarla dalle mappe eoliche del territorio. Un buon riferimento è rappresentato da quella realizzata dal Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano (CESI) il cosiddetto Atlante eolico dell’Italia e che è disponibile al seguente link http://www.ricercadisistema.it/pagine/notiziedoc/61/index.htm. 

Per valutare l'effettiva potenzialità di un impianto è indispensabile conoscere le ORE EQUIVALENTI annue di funzionamento alla potenza nominale, tale parametro è determinato da:

 -           distribuzione di frequenza della velocità del vento;

 -           curva di durata della velocità del vento;

-           distribuzione di frequenza della velocità del vento. 

Tali dati vanno incrociati con la curva di potenza della turbina eolica scelta 

Aspetti autorizzativi

La legge Finanziaria 2008 prevede che l’installazione di impianti di potenza fino a 60 kW possa essere autorizzata, in assenza di vincoli, mediante una Denuncia di Inizio Attività (D.I.A.) presso il Comune di appartenenza.

Le linee guida nazionali ribadiscono il dettato sopra esposto confermando la possibilità della semplice comunicazione nel caso di installazioni su edifici con altezze inferiori ad 1,5 metri e diametri non superiori ad 1 metro. Le Regioni hanno ora 90 giorni di tempo, a partire dal 3 ottobre (data di entrata in vigore delle Linee guida), per recepire le novità e adeguare i propri regolamenti alla disciplina nazionale. In linea generale, qualora non sia possibile fare ricorso al procedimento semplificato della D.I.A., occorre richiedere l’autorizzazione ad installare l’impianto attraverso il procedimento unico (d.lgs. n. 387/03).

Autorizzazioni in Puglia

In Puglia il regolamento del 4 ottobre 2006 favorisce in modo significativo l’eolico di piccola taglia per il quale sono richiamate le deroghe già contenute nella LR. di moratoria n. 9/2005. Inoltre, per gli impianti con un solo aerogeneratore di potenza nominale non superiore ai 20 kW, per i quali vige lo scambio sul posto ai sensi dell’art. 6 del d. lgs. n. 287/2003, ovvero a servizio di utenze isolate, non sono assoggettate a procedure di valutazione ambientale ex L.R. n. 11/2001. 

Costruzione, esercizio, manutenzione e smantellamento

Una volta realizzato il progetto, ottenuti tutti i permessi e ottenuti i finanziamenti comincia la fase di costruzione che può essere anche relativamente breve in quanto si tratta in genere di un grande lavoro di assemblaggio di parti già pronte. Una volta allacciato l’impianto alla rete comincia la fase di esercizio e manutenzione che dura normalmente dai 20 ai 30 anni. Durante questa fase deve essere realizzato un accurato monitoraggio dell’impatto ambientale provocato dall’impianto e risolvere opportunamente tutte le criticità tempestivamente e mantenendo tutte le condizioni di sicurezza. Nella fase di progettazione deve essere prevista anche la modalità di smantellamento e di ripristino del sito alla fine della vita dell’impianto 

Incentivi

A beneficio esclusivo degli impianti eolici più piccoli viene introdotto un nuovo schema di incentivazione, (legge finanziaria del 2008 e il decreto attuativo del 18 dicembre 2008) cui è possibile aderire in alternativa al sistema dei certificati verdi. A tali impianti è concessa la facoltà di optare per delle tariffe di ritiro dell’energia immessa in rete, differenziate per fonte, anch’esse riconosciute per un periodo di quindici anni. Per l’eolico è stata introdotta una tariffa detta “omnicomprensiva” di 0.30 € per KWh immesso in rete (per 15 anni). Quindi non viene considerata l’energia effettivamente prodotta ma solo quella immessa in rete.

Tali tariffe sono dette “onnicomprensive” (TO) in quanto il loro valore include sia la componente incentivante sia la componente relativa alla remunerazione derivante dalla vendita dell’energia immessa nella rete elettrica. Sino al termine del periodo di incentivazione, dunque, le tariffe costituiscono l’unica fonte di remunerazione della generazione elettrica da fonte rinnovabile. Terminato il periodo di incentivazione permane naturalmente la possibilità di valorizzare l’energia elettrica prodotta (vendita dell’energia elettrica immessa in rete, autoconsumo o scambio sul posto).

Il produttore che intende avvalersi della tariffa unica onnicomprensiva deve innanzitutto procedere a richiedere la qualifica IAFR per il proprio intervento impiantistico manifestando l’intenzione di accedere alla Tariffa Onnicomprensiva. Il GSE valuta la richiesta di qualifica e, in caso di accoglimento, ammette l’impianto al riconoscimento della TO. A valle dell’entrata in esercizio dell’impianto, il Produttore deve seguire la procedura di registrazione sul portale informatico del GSE e attivare la convenzione di cessione dell’energia in regime TO a decorrere dalla data di entrata in esercizio commerciale dell’impianto.

In generale la tariffa onnicomprensiva risulta essere il sistema di remunerazione più vantaggioso per gli impianti mini eolici. Consideriamo infatti un’utenza elettrica “passiva” alla quale si collega un impianto mini eolico e ipotizziamo che in un anno questo impianto produca meno energia di quanto ne consuma l’utenza stessa.In questi casi i benefici dello Scambio sul Posto si possono indicativamente quantificare con un valore per kWh prodotto dall’impianto pari al costo dell’energia prelevata, che attualmente varia per utenze di piccola e media dimensione fra € 0,15 e 0,20 per kWh, valori questi significativamente più bassi della tariffa fissa onnicomprensiva (€ 0,30 per kWh).Al fine di massimizzare i benefici di questo meccanismo si raccomanda in linea generale, qualora sia già presente nel sito un’utenza elettrica “passiva” (che ha dei consumi), di connettere l’impianto attraverso un nuovo punto di consegna. Data la maggiore semplicità negli adempimenti richiesti, lo Scambio sul Posto può risultare più adatto per piccoli impianti in ambito residenziale. 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Ottobre 2010 10:31
 
 

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